Massacri e uomini di buona volontà

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321 vittime in Sri Lanka, che secondo i calcoli da bottegai della morte, vanno a compensare i 49 morti di Christchurch ad opera di un suprematista bianco cristiano. Alla base di entrambi gli eccidi, l’ottusa e vomitevole ideologia di chi si crede superiore.

Il mio Dio è meglio del tuo. È più grande e onnipotente. Ha più territori da conquistare. Il mio Dio spara palle di fuoco dagli occhi e può volare alla velocità della luce. Il mio Dio se vuole può uccidere il tuo.

Rassegniamoci. Questa mostruosa logica da prima elementare, questo rimpallo tra divinità, questo gioco al massacro di innocenti nel nome di un Dio che non può esistere, ci trova completamente impotenti. Possiamo solo aspettare che il prossimo idiota con una svastica tatuata sul bicipite, o l’ennesimo kamikaze rintronato dall’ideologia, compiano un nuovo massacro. Noi rimaniamo tutti, nessuno escluso, vittime di questa logica demente, di questo cretinismo ideologico che non porta assolutamente a nulla ma che si accompagna di imperituro dolore.

Intanto la crepa tra di noi uomini e donne, noi normali, che ci alziamo la mattina per andare a lavorare si fa sempre più grande e le sponde si allontanano. Noi che ci alziamo la mattina a Bellinzona per andare a lavorare in un ufficio di Banca Stato, o loro che all’alba si avviano per recarsi all’ufficio del catasto di Baghdad. Persone normali, che hanno figli e vogliono la tranquillità. Persone che finiscono per odiarsi per colpa degli attentati, ma soprattutto per la continua campagna di odio che fa da contorno a quest’ultimi, come le patatine fanno da contorno a un arrosto. Campagne fomentate dai soliti noti anche a casa nostra (leggi qui). A cui sicuramente fa da contraltare un analogo arruffapopoli dall’altra parte.

Ogni volta diciamo le stesse cose, ogni volta esortiamo a non cadere in una propaganda che mente, perché lo fa, sui milioni di uomini e donne che vivono ogni giorno senza bisogno di astio. Chi questo astio lo fomenta, lo ingrassa, lo rende truce, è responsabile di questo degrado quanto i terroristi. Succede in Italia, in Iraq, in Svizzera, in Arabia Saudita. Succede che una misera minoranza che trae vantaggi dalla violenza ci tenga tutti in ostaggio.

L’ISIS ha rivendicato questi attacchi, anche se a tutt’ora non ci sono prove reali del suo coinvolgimento. Ma chissenefrega, se è l’ISIS o l’internazionale buddista o l’esercito della salvezza cristiana. Vittime rimaniamo tutti di una logica che logica non è. Martiri di una spirale costruita ad arte, in cui noi tutti siamo barchette alla deriva in attesa della prossima ondata di marea. Una marea di morte che ciclicamente ritorna, e ritorna, e ritorna. Sempre.

Possiamo però provare ad alzarci domattina per andare a lavorare in Banca Stato e a non odiare. Possiamo cercare di capire che loro pagano come noi. Dall’altra parte qualcuno magari farà la stessa cosa e non ascolterà odiose sirene di morte, e allora le sponde del crepaccio si avvicineranno un po’ di più per merito degli uomini di buona volontà. Perché anche di quelli, e quelle, c’è una riserva infinita

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