Mini glaciazione? Cosa ridete?

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Qua il riscaldamento climatico non c’entra. Un gruppo di scienziati e astrofisici russi e britannici ci spiegano che la ridotta attività delle macchie solari potrebbe, com’è accaduto in passato, portare a una mini glaciazione.

È infatti alla fine dell’800 che due astronomi inglesi, Walter e Annie Maunder, provarono la correlazione tra le macchie e l’attività solare e la temperatura della Terra. Anche se recentemente si pensa che il freddo rimase circoscritto soprattutto all’Europa e all’emisfero nord.

Gli appassionati di storia conoscono già la mini glaciazione del ‘600, che colpì il pianeta tra il sedicesimo secolo e la metà del diciannovesimo, quando cominciò a calare solo intorno al 1850. Nel suo picco, le temperature scesero in inverno fino a meno 25°, ghiacciando fiumi come il Tamigi, dove si tenevano regolarmente delle fiere sulla superficie ghiacciata e in Olanda si pattinava sui canali. Nel 1780, le cronache riportano che anche il porto di New York ghiacciò, e si poteva camminare tranquillamente tra Manhattan e Staten Island. Numerose sono le testimonianze storiche scritte e i dipinti che documentano il periodo. Islanda e Groenlandia furono praticamente dimenticate, visto che era impossibile attraccare nei porti a causa del ghiaccio.

Vogliamo parlare della Svizzera? La Svizzera che grazie al riscaldamento globale rischia di vedere sparire tutti i suoi ghiacciai entro fine secolo? Da noi, nella metà del diciassettesimo secolo, alcuni ghiacciai progredirono talmente da distruggere addirittura interi villaggi che dovettero essere abbandonati.

Questi momenti furono preceduti da un periodo chiamato di “caldo medievale”, che a partire dal 1300 aumentò invece le temperature.

Certezze non ne abbiamo, sappiamo però che il picco di freddo nella piccola glaciazione culminò col “minimo di Maunder”, effettivamente il periodo col minor numero di macchie solari che a un certo punto scomparvero anche totalmente. A onore del vero, Gavin Schmidt, direttore del Goddard Institute for Space Studies della Nasa, bolla queste teorie come spazzatura.

Cosa ci rimane alla fine? La consapevolezza che quello che diamo sempre per scontato, scontato non è, e che viviamo in un equilibrio fragile e che proprio questo dovrebbe renderci molto più attenti al clima. Una nota allegra: chi si lamenta per le sovvenzioni del nostro governo alle stazioni sciistiche ticinesi, dovrà ricredersi, tra una decina d’anni il ghiacciaio del Basodino potrebbe arrivargli davanti a casa invece di scomparire.

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