Moccetti e i dubbi sulle fondazioni

Siti inesistenti, attività al minimo, poca pubblicità e zero informazioni, dimissioni in serie dopo la notizia delle inchieste di Falò. Decisamente troppi dubbi intorno alle fondazioni del professor Tiziano Moccetti al Cardiocentro di Lugano.

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Ci sembra giusto cercare di capire alcune cose in merito al Cardiocentro, farci alcune domande a cui dubitiamo potremo avere risposta, sollevare questioni che richiederebbero perlomeno delle precisazioni o delle spiegazioni. Per questo ci concentreremo particolarmente sulle fondazioni del Cardiocentro, fondazioni che, ricordiamo, gestiscono decine di milioni di franchi.

RELAZIONI PUBBLICHE INESISTENTI?

Il Cardiocentro è costituito da una piccola costellazione di fondazioni. C’è quella principale, la Fondazione Cardiocentro, poi la fondazione FCRE (Foundation for Cardiological Research and Education) e per ultima la fondazione SIRM (Swiss Institute Regenerative Medicine and innovative terapies foundation). La FCRE gestisce i soldi del capitale del Cardiocentro investendoli soprattutto nella ricerca, praticamente nel SIRM. Nelle tre fondazioni girano a rotazione sempre le stesse facce, rendendo perlomeno dubbia l’indipendenza nella gestione del flusso di denaro che passa annualmente.

La FCRE ha una pagina Web inesistente (risulta in costruzione). Se è chiaro che avere un sito Web non è obbligatorio, è insensato non realizzarlo se si hanno velleità di ricerca di punta a livello internazionale. È assurdo non avere una vetrina nella Rete, condizione imprescindibile per presentare qualsiasi azienda, associazione o fondazione. Se poi pensiamo al mondo della ricerca scientifica dove la competizione internazionale è fortissima e il valore alle strutture viene dato soprattutto da pubblicazioni e crediti, la mancanza di marketing comunicativo lascia ancora più perplessi. Scriveva Claudio Massa, presidente della FCRE alla sua creazione nel 2015:

 “…Occorre mettersi in rete, collaborare e fare sistema. Se questo vale nel contesto internazionale, a maggior ragione deve valere per il nostro microcosmo, per la realtà del nostro Cantone, dove sono presenti istituti di ricerca che in termini di prestigio non hanno nulla da invidiare ai centri più blasonati della Svizzera e del panorama internazionale. Sono realtà di punta in settori-chiave della ricerca medica.”

Contesto internazionale, prestigio, settori di punta  e istituti blasonati…e tutto senza lo straccio di un sito?

Anche l’istituto SIRM ha il sito in costruzione, la pagina Facebook, con 131 followers, è composta da repost piuttosto vaghi e l’attività è scarsissima, l’ultimo post risale all’ottobre del 2017, più di un anno e mezzo fa. Su Linkedin non ha nessun post e figurano solo 3 dipendenti compresa la direttrice della comunicazione Elisa Mantegazza, figlia di Massimo Mantegazza, che spesso lavora col padre, presente a vario titolo nelle fondazioni del Cardiocentro,  anche se non sembra, a quanto vediamo, prendere molto seriamente il proprio mandato di promotrice.

Non parliamo poi del famoso progetto Mizar, quello che avrebbe dovuto raccogliere sotto lo stesso tetto, co-finanziatori il Cantone, il comune di Lugano e appunto il  Cardiocentro, il polo tecnologico per la medicina rigenerativa. Progetto tradotto nell’ennesima fondazione, Lugano Med-tech, presidente Michele Foletti e vice presidente Claudio Massa, da cui poi, poco professionalmente, il Cardiocentro si ritirò all’ultimo momento.

Nonostante i proclami di sinergie, le vanterie su ricerche e progetti, ad oggi non sappiamo né quante persone lavorano al SIRM, né che stipendi hanno o su quali progetti e con quali risultati lavorino. Abbiamo dunque un istituto che assorbe dai 4 ai cinque milioni di franchi annui e che a sentire la capo area della gestione sanitaria dell’ente ospedaliero Ivana Petraglio non ha rilasciato al Cantone, ad ora, nessuna informazione sulle sue attività.

 IL CARDIOCENTRO

Il Cardiocentro funziona coi soldi pubblici. Il Cantone ha iniettato, oltre ai 6 milioni e mezzo una tantum alla sua fondazione e costruzione e l’usufrutto gratuito del terreno su cui è edificato, 28 milioni annui. Il capitale proprio della Fondazione Cardiocentro, frutto dell’eredità Zwick (leggi qui), è stato usato soprattutto, a sentire l’inchiesta di Falò, per coprire i costi (in perdita) della ricerca del SIRM.

La prima perplessità è questa: perché creare due fondazioni, che fanno capo a una terza, per gestire decine di milioni di franchi? Ricordiamo tra l’altro che il testamento del miliardario Zwick non prevedeva in alcun modo la ricerca; questa venne attuata in seguito, cambiando gli statuti della Fondazione Cardiocentro. Come questo sia stato possibile, essendo di solito gli scopi delle fondazioni vincolanti, non lo sappiamo.

È incomprensibile il perché la Fondazione Cardiocentro, che oggi invoca a gran voce il “salvataggio” da parte dei ticinesi, non fornisca all’opinione pubblica un rendiconto trasparente delle sue attività e delle sue spese. Ma vediamo com’è composto l’organigramma della Fondazione Cardiocentro:

Giorgio Giudici: presidente (precedente presidente, Mario Mantegazza)

Dante Moccetti: direttore e direttore amministrativo del Cardiocentro

Massimo Manserra: vicedirettore e caposervizio risorse umane al Cardiocentro

Tiziano Moccetti: membro e primario del Cardiocentro

Luigi Butti: membro

Boris Bignasca: membro

Max Spiess: membro

Cecilia Aquila: membro e responsabile finanze Cardiocentro  (entrata a marzo 2018)

LA FONDAZIONE FCRE

La fondazione FCRE (Foundation for Cardiological Research and Education), vede nel suo organigramma tre persone già presenti nella Fondazione Cardiocentro:

Massimo Manserra: (già vice direttore Fondazione Cardiocentro) presidente

Cecilia Aquila (già membro Fondazione Cardiocentro) membro

Dante Moccetti (già direttore Fondazione Cardiocentro) membro

Precedente presidente era il ricorrente Mario Mantegazza (già presidente della Fondazione Cardiocentro). Nell’ottobre del 2018 c’è un po’ di movimento. Mantegazza, dopo poco più di un anno, viene sostituito da Manserra, Giorgio Giudici lascia la fondazione di cui era membro ed entrano Dante Moccetti Cecilia Aquila

 LA FONDAZIONE SIRM

La fondazione SIRM (Swiss Institute Regenerative Medicine and innovative terapies foundation), risulta iscritta con questa denominazione nel 2018, il suo organigramma è composto come segue, l’unico volto nuovo è Riccardo Zanon, avvocato e consulente del lavoro:

 Mario Mantegazza: presidente (già presidente Fondazione Cardiocentro e fondazione FCRE)

Tiziano Moccetti: membro (già membro Fondazione Cardiocentro)

Riccardo Zanon: membro

Tra novembre del 2018 e gennaio del 2019, dimissionano sia Zanon che Mantegazza, lasciando solo Moccetti. Strano, visto che l’articolo 80 del codice civile svizzero, stabilisce che le fondazioni debbano avere almeno 3 membri. Attualmente, 5 mesi dopo, Tiziano Moccetti risulta ancora l’unico membro della fondazione.

Una questione importante salta subito agli occhi. Falò contatta i vertici del Cardiocentro informandoli che farà un servizio a settembre del 2018. E tra ottobre 2018 e gennaio 2019, dalle fondazioni SIRM e FCRE se ne vanno Mantegazza, presente in entrambe le fondazioni, Giorgio Giudici e Riccardo Zanon.

Lasciamo ai lettori domandarsi se tutto questo intreccio dei medesimi personaggi in tre fondazioni, che hanno gestito decine di milioni, sia normale. Noi attendiamo sviluppi, certi che sotto tutto questo fumo, ci sia anche dell’arrosto.

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