Non tutti i rimpatri riescono col buco

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A coloro che si lamentano continuamente gridando all’invasione, questa notizia dovrebbe dare conforto. Eh si, la Svizzera è prima della classe nei rimpatri dei richiedenti d’asilo. Sono soddisfazioni, roba di cui andare fieri, altro che l’emmenthal.

No, davvero, gente, mica capperi! Siamo i più efficienti in Europa a sbattere fuori la gente! Notizie che ci gonfiano il petto d’orgoglio, non come Salvini, che di rimpatri dopo tante balle ne avrà fatti una manciata. Mica siamo la greppia dei lazzaroni noi, mica ce li prendiamo tutti sti farabutti che “dicono” di scappare dalle guerre. Che poi sono, come racconta Lorenzo Quadri, e lui lo sa benissimo perché è persona informata, tutti falsi migranti economici col rolex e il telefonino ultimo modello.

‘Sti asilanti sono proprio pirla, non c’è scampo. C’hanno il rolex e invece di comprarsi un biglietto aereo e venire qui con un bel visto turistico, si ostinano con viaggi impossibili dove rischiano la pelle. Secondo me è una specie di turismo estremo, quella è gente annoiata che non sa più come divertirsi. Comunque noi siamo li come il massiccio del Gottardo, granitici e immobili: di qui non passa nessuno.

Il 57% dei rimpatri contro appena il 36% di quei mollaccioni europei. Che poi siamo onesti, quelli della UE hanno dei criteri talmente larghi che dalle loro frontiere ci passerebbe pure la Sora Lella con tutta la famiglia. A fare i sofisticati sono in guerra tutti alla fine, per questo bisogna farsi più furbi di loro. Per questo facciamo i distinguo. Sei Afghano e il tuo Paese è in guerra? Sticazzi, Kabul è una città abbastanza tranquilla e ci puoi tornare. L’Eritrea? Ma non ha appena fatto la pace con l’Etiopia? E alura torna a cà bigul! Non se ne sa niente? Ed è un problema nostro? Pace è fatta, dunque nessuno rischia più nulla.

È anche vero, a essere onesti, che poi qualche pirlotto ci resta dentro, lo si rimanda indietro e sparisce perché appena arriva in aeroporto se lo vengono a pigliare la polizia, le guardie della rivoluzione o qualche milizia del cacchio. Ma c’est la vie, mica tutte le ciambelle, o i rimpatri, riescono col buco.

Però, eh però allora un problemino c’è. Lo stesso Lorenzo Quadri, che coi suoi soci strilla sempre che ci sono troppi rifugiati, che siamo pieni, che ci invadono…insomma, ma allora ci racconta un sacco di balle. O magari, non è impossibile, eh? È talmente ingenuo da credere davvero alle corbellerie che ci propina.

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