Omosessuali innaturali e sconvenienti

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Siamo degli illusi. Quando pensiamo che i passi avanti fatti nei semplici diritti degli esseri umani siano cosa fatta, qualcuno si premura di darci una bella sveglia. In questi giorni, una lettera al Corriere del Ticino, firmata da Fernando Filippi di Airolo, ci fa ripiombare in una realtà che pensavamo se non scomparsa, perlomeno sopita.

Fernando Filippi, nella sua lettera ripropone i valori suoi e di quelli come lui, che valori non sono. Rispondendo alla giovane candidata della GISO Mattea David, che in un suo intervento perorava la causa delle famiglie arcobaleno, il Filippi, sereno e sicuro, inanellava una serie di concetti che ultimamente sentiamo sempre più spesso. Ma sentiamo alcuni brani della lettera:

“ Da una coppia omosessuale non possono nascere dei figli nel senso pieno del termine. Si possono caso mai riprodurre ricorrendo agli artifici innaturali e disumanizzanti escogitati e messi in pratica in tempi recenti (come l’utero in affitto e altre amenità) ovvero ottenuti senza il concorso di tutti e due i “genitori” o i partner, come attualmente si usa dire.” – e ancora_ “…pretendere che nascere senza un arto o una qualche malformazione sia pressoché la stessa cosa che nascere integri. Non per niente la pratica omosessuale è sempre stata percepita dal sentire comune come innaturale o sconveniente.”

Il Filippi prosegue, gentile e calmo, a dirci che la famiglia non composta di uomo e donna è un’aberrazione, uno sbaglio, una cosa strana, e perché? Beh, si sa, no? Lo dicono tutti, lo dicono le sacre scritture…

“Infine, per chi crede che in natura esistono dei punti fissi e che non tutto può essere manipolato e cambiato a piacimento, non sarà inutile ricordare che la sacra scrittura condanna senza eccezioni la pratica dell’omosessualità (oltre che almeno implicitamente, le manipolazioni genetiche), in quanto incompatibile con l’ordine della creazione)”.

L’ordine della creazione, già.

Ora lo sforzo più grande è cercare di mantenere dei toni gentili, perché il signor Filippi usa dei toni gentili. Prima di tutto una considerazione va fatta, come alcuni hanno già fatto notare. Per un giornale non è sufficiente sgravarsi la coscienza scrivendo nella rubrica della posta che i pensieri di chi scrive non rispecchiano necessariamente quelli della redazione. Per tanto così il Corriere del Ticino, potrebbe domani postare la lettera di un revisionista che nega l’Olocausto. No, cari, quando lasciate persone con idee del genere scorrazzare tranquillamente sul vostro giornale siete complici. Complici di un pensiero triste e prevaricatore, che riceve linfa dalla vicina Italia, ormai degradata a congressi come quello di Verona, con integralisti cattolici che recitano il rosario per le strade farneticando contro omosessuali e lesbiche.

Siamo di fronte a un pogrom del pensiero, dove la cittadinanza a tutti gli effetti è dovuta solo a certe categorie. Ecco perché parlare di valori è fuorviante. I valori arricchiscono, le cose che hanno valore sono importanti e positive. Invocare le sacre scritture, una serie di libri derivati da una religione di pastori del Sinai di 3500 anni fa è profondamente ridicolo e offensivo per un’umanità che vorremmo moderna.

Al signor Filippi e ad altri come lui chiediamo solo di lasciare vivere gli altri come meglio credono. Perché la sua presunta superiorità, supponiamo corroborata dalla religione, non ha motivo di esistere. Impari, signor Filippi a tendere la mano, a capire, a guardare le persone per quello che sono e non per quello che lei vuole che siano, le si aprirà un mondo. Un mondo più sereno, felice e pieno, non immagina neanche quanto, di buoni sentimenti.

Ah, se volete far notare al Corriere del Ticino quanto siate in disaccordo è facile, bastano due parole a un indirizzo facile facile: lugano@cdt.ch.

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