PPD: una giornata senza aborti e per la vita

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“Oltre 600 sono ogni anno gli aborti legali praticati in Ticino. Altrettanti sono quindi i bambini che ogni anno nel nostro Cantone vengono privati del diritto di nascere. Si tratta di un dramma che troppo facilmente passa sotto silenzio, quasi ci fossimo rassegnati a una realtà ormai consolidata e immutabile.” Inizia così, manco fosse un bollettino di guerra, l’atto presentato in Parlamento dal pipidino Fabio Bacchetta-Cattori, poco prima che si chiudesse la passata legislatura.

Una roba in cui non mancano espressioni da far accapponare la pelle del tipo “l’eliminazione di esseri umani innocenti” o ancora – come se abortire fosse un crimine – “l’avvenuta parziale depenalizzazione dell’interruzione volontaria di gravidanza”. In pratica un documento che è la scopiazzatura e un’accozzaglia di certi proclami da pieno Medioevo sentiti ripetere a gran voce al Congresso mondiale delle famiglie, tenutosi un paio di settimane fa a Verona, dove la destra ultraconservatrice, razzista, omofoba e antiabortista s’è ritrovata, tra l’altro, per ribadire proprio che “l’aborto è l’omicidio di un bambino in utero.”

Ora, che il corpo delle donne sia sotto assedio e che tutto si giochi attorno a diritti acquisiti come l’aborto, è palese. Da tempo è in atto un vero e proprio attacco alle battaglie civili condotte contro le ingiustizie e per le libertà. Anche in Ticino. Ma di fronte all’offensiva del bigotto che avanza, è proprio con gli strumenti a disposizione della politica che certe becere iniziative, tanto subdole quanto ipocrite, vanno demolite. Vanno rispedite dritte-dritte al mittente. Sia che si tratti, come in questo caso, dell’istituzione in Ticino di una giornata senza aborti che di altre sciocchezze simili.

È proprio così che si aprono voragini. Con mozioni come questa o quella gemella promossa da Luca Pagani che invece chiede l’istituzione a livello cantonale di una giornata per la vita. In pratica si svolgerebbe il 25 marzo di ogni anno, nella stessa data in cui si celebrerebbe anche la giornata senza aborto. Ma ad aver prontamente risposto per le rime a queste due proposte appoggiate anche da alcune deputate PPD è il Coordinamento Cantonale Donne: “Non c’è spazio per il dubbio: gli embrioni non sono persone e noi donne non siamo le incubatrici della specie, assoggettate al dominio maschile e sessista che vuole rinsaldare la struttura patriarcale della società. Rivendichiamo la pienezza del diritto all’autodeterminazione sessuale e riproduttiva. Non siamo disposte a barattare la nostra libertà di scelta e la nostra salute a nessun costo”. E così sia.

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