Quaranta alette di pollo

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Zurigo, furto in un ristorante di Kilchberg, dopo essersi appropriati del tesoretto, i ladri, sono ancora in fuga e braccati dalla polizia. Purtroppo per loro, non essendo riusciti a violare la cassaforte del locale hanno dovuto ripiegare su 40 chili di alette di pollo. Ma non solo, i malandrini buongustai ci hanno aggiunto per buona misura 20 chili di filetti di coregone, già più pregiati, e 36 bottiglie di rosé.

Insomma, un qualche centinaio di franchi di roba. Il che rende onore ai ladri, ché rubare è un lavoro serio. Insomma, apprezziamo il fatto che i mariuoli non si sono arresi e hanno in fondo ottimalizzato il furto. In mancanza di un pingue incasso hanno svirgolato su pollo e pesce, che diciamolo, sono pure salutari.

Perché gente così è davvero lavoratrice, ammettiamolo, sono persone che sicuramente se avessero uno stipendio starebbero in cantiere o in ufficio. Ammiro questa dedizione alla sottrazione di merce, che va tristemente a sopperire probabili malloppi mancati. Ma loro senza mollare, a casa la pagnotta, o il pollo, o il pesce lo devono portare, possibilmente annaffiato da buon rosé. Costoro non sono spocchiosi ladri gentiluomini o letali rapinatori camorristi. No, gente, qui siamo di fronte a umili e seri lavoratori del crimine, gente che si adatta e che porta in tavola poco, magari, ma ce lo porta sempre.

E un po’ di tenerezza mi fanno questi ladri, li immagino a tavola con dei bei filetti di coregone fritti, la salsina a parte (comprata) e delle fumanti patate bollite, e mi si apre il cuore. È una visione quasi natalizia. E sapete perché? Perché la gente che ruba il cibo, nel nostro immaginario, ha sempre una scusante, perché ‘sti porelli non sono avidi ma affamati, e in quanto affamati o assetati (di rosé) hanno una specie di diritto extraterritoriale nel mondo dei ladri. E allora buon appetito e salute. Che se rubano alette di pollo non devono essere dei serial killer.

Com’è che si diceva? Erano affamati e gli ho dato da mangiare, erano assetati e gli ho dato da bere…  

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