Santi Numi, ma fallo un santino ogni tanto, no?

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Queste elezioni credo che ce le ricorderemo per un pezzo, mai e dico mai furono così ecologiche! Da una parte LA Greta, dall’altra i quintali di cartoline. Mi pento amaramente di non aver tenuto tutti i santini che mi sono stati recapitati nella buca delle lettere, avrei potuto accendere il camino per i prossimi quattro inverni.

Un tempo la cura grafica posta nell’impaginare il flyer elettorali (in inglese fa fighissimo) era quasi maniacale ed erano in trend le biografie in cui si leggevano parole chiave standard “patriziato, età, numero di figli, nome della moglie, posizione lavorativa, slogan”, oggi si sfoggiano solo i filtri utilizzati per le fotografie.

Votare è stata un’impresa veramente titanica, i criteri di preferenza sono stati diversi e ora li vado a elencare per chi fosse ancora indeciso:

Vota i belli: a prescindere dal logo, non sempre presente, si può valutare la gnocchezza dei candidati a seconda dei gusti personali; d’altronde de gustibus on disputandum est. Il voto è segreto quindi se uno è proprio un catorcio non ci si deve nemmeno vergognare per le fantasie strane passate via veloci mentre facevate la crocetta sulla lista del partito e sul numero del candidato. Essendo il lato estetico fondamentale per i dibattiti in TV, cercate però di votare qualcuno fotogenico se no finisce che facendo zapping pensiamo di essere su un canale horror.

Risoluzione di enigmi: Se sei riuscito a risolvere gli indovinelli fatti dai candidati più burloni DEVI e dico DEVI farglielo sapere crociando la casella proprio in maniera precisa, ergo goniometro alla mano tracci le diagonali del quadratino in modo da ottenere le bisettrici degli angoli esterni e due bellissime rette perpendicolari. Ricordo che gli angoli retti sono di 90° e che nella vita tale precisione non è sempre piacevole, perciò se non siete sicuri della soluzione agli indovinelli lasciate perdere e votate in altro modo.

L’unione fa la forza: qua vado a spezzare una lancia a favore di tutti coloro che hanno scelto una propaganda di gruppo posando per delle favolose foto che sembrano quasi quelle che si facevano a scuola, chapeau per l’ecologia e per lo spirito collaborativo. Sconvolgenti solo alcuni manifesti dove nella penombra mi son trovata i Bravi e ho perso dieci anni di vita dalla paura, prima di accorgermi che erano solo immagini di un manifesto. La miopia gioca orribili scherzi di prospettiva, però anche gente che vede bene mi ha rivelato la preoccupazione nel crociare la casella dei becchini. Sarà la scaramanzia a compromettere il voto o il gusto noir vincerà?

Il biglietto da visita: questo formato è stato davvero il più faticoso da analizzare. Ho preso la posta in un giorno di vento terribile, mi è scappato il santino, me ne sono accorta perché era rosso ed è volato nel prato. Si sa che rosso su verde spicca (non è mia intenzione fare propaganda). Mi chino per raccoglierlo e una folata di vento lo fa volare via, per prenderlo ho fatto uno scatto che Bolt a confronto non è nessuno. Comunque grazie di cuore per i chili persi, se ci sono sportivi che non sanno chi votare direi che i santini piccini vanno premiati per l’intento di promozione alla salute.

Il gender: le donne si sono unite in una campagna al femminile, chi per il genere e chi per colore, non fate di tutte le erbe un mazzo (modificare i proverbi in campagna elettorale evita posizioni scomode, ricordo i 90° di prima). Se volete votare le ragazze ricordate che potete chiudere un occhio sulla scala cromatica e sceglierle indipendentemente dal colore del logo o dei capelli. Anche qui mi raccomando a non cascare nei soliti cliché per quanto riguarda il colore dei capelli, perché la tintura inganna e ci si crea delle illusioni che possono deludere profondamente.

Ci sarebbero davvero i criteri più disparati e disperati ma io non posso concludere il mio pensiero se prima non vi rendo attenti, cari elettori (che maschilismo la lingua italiana), al fatto che per le immagini sono stati interpellati i migliori Photoshoppatori, ehm fotografi del Cantone e della vicina penisola. La coerenza l’ha fatta da padrona…

“dovremmo scegliere i nostri governanti guardando le loro biblioteche.” Mauro Corona

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