Sondaggi? Che il CdT lasci perdere!

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In una campagna già quasi priva di contenuti  i ticinesi, con in testa i media, si sono persi negli inutili commenti di ipotetici risultati elettorali sulla base dei soliti  sondaggi, questa volta ad opera del Corriere del Ticino e della Ad Hoc Informatica di Pietro Pisani.

Spacciate in tre occasioni come frutto di rilevamento scientifico delle intenzioni dei votanti, a conti fatti queste previsioni si sono rivelate ancor meno affidabili dell’oroscopo della Maga Berengaria o della lettura dei fondi di caffè in un sobborgo di Rio de Janeiro.


Questi benedetti sondaggi non hanno minimamente saputo ipotizzare un realistico risultato numerico e neppure hanno intuito le tendenze dell’elettorato, ovvero il drastico calo delle forze di Lega-UDC (date al 32,5% e attestatisi al 27,8%), l’abissale vantaggio di De Rosa su Beltraminelli (di oltre 11’000 voti) e l’attenzione che questo scontro ha provocato con un balzo avanti del PPD.
Il divario tra PLR e PS ipotizzato tra il 12 e il 13% è stato in realtà poco più del 7,5%, entrambi i partiti avendo avuto una tendenza esattamente opposta rispetto a quella “rilevata” dai sondaggi. 

Bisogna ricordare che già in passato non sono mancate le ridicole discussioni su sondaggi clamorosamente smentiti dai risultati, come l’inesistente testa a testa all’ultima scheda tra PLR e Lega per il municipio di Lugano o il sorpasso del PS sul PPD alle federali.

Pisani ha dichiarato: “Comunque abbiamo centrato la distribuzione dei seggi ai partiti, e non è poco, cogliendo che i liberali non avevano la forza propulsiva di quattro anni fa e che i socialisti avrebbero potuto reggere l’urto”. È come dire che il bambino ci è caduto dal seggiolone ma perlomeno abbiamo salvato l’orsacchiotto.

A questo punto sarebbe meglio che Corriere e Pisani si mettano il cuore in pace e lascino perdere. Ne guadagnerebbe in decoro il già deludente spettacolo della campagne elettorale. 
O perlomeno che la pubblicazione dei dati avvenga solo con una chiara avvertenza: Attenzione, queste proiezioni non devono mettere in allarme nessuno, le ripetute esperienze passate dimostrano che non hanno alcuna attinenza con la realtà!

In un paese come il Ticino, dove pochi punti percentuali fanno la differenza, il margine di errore di un sondaggio rende risibile il sondaggio stesso, oltre a modificare magari l’orientamento dell’elettorato, falsando magari i risultati finali.

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