Trombati celebri 2: non ti scordar di me

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Chiedo venia, in un precedente articolo. A titolo “trombati celebri gallery” (leggi qui), mi ero scordato ignominiosamente di due altri esclusi illustri, o uno e mezzo, via. Famosi con l’eccezione che gli diamo noi ticinesi, dove il Cane Peo è l’equivalente di Robert de Niro.

Il primo è Germano Mattei. Mattei non è cattivo ma un po’ sconclusionato. Più che un partito, un paffuto blocco di granito valmaggese. Il Mattei si sgretola come dolomia saccaroide dopo due legislature in cui, come il Massiccio del San Gottardo, era diventato punto di riferimento delle genti per transumanze, riti propiziatori pagani legati alla terra e prodotti caseari genuini. Gioiscono i grossi predatori, invisi al Mattei come le famiglie gay.

Ricordiamo che il lupo perde il pelo ma non il vizio e che vendere la pelle dell’orso prima di averlo catturato fa incazzare l’orso.

Poi c’è Nussbaumer Werner della Lega Verde. Nemmeno stavolta ha raggiunto il quorum per entrare in parlamento. Strano. È solo la 456esima volta che ci prova. Un concetto su tutti, che il Nussbaumer ha espresso a caldo, ci ha fatto tremare le vene dei polsi e rilasciare tutti gli sfinteri possibili e immaginabili: non mollo.

Come non molli? Perché? Dai basta, questa non è più ostinazione, ma accanimento terapeutico, un medico dovrebbe capirlo. Nussby avrà inventato 35 partiti ed è stato trombato talmente tante volte che se ne è persa la memoria. Ma la frase topica del medico è la seguente, in un’intervista a TIO: “…mi sento a disagio a questo mondo”.

Concordiamo con Nussbaumer, anche noi ci sentiamo profondamente a disagio ogni volta che si ricandida e lo trombano. È come vedere un bambino un po’ sfigato che viene preso a sberle tutte le mattine dal bullo della classe.

Smettila, Werner, risparmiati ogni volta questo stillicidio. Che poi, dai, sei come Germano Mattei, avete un programma che per condividerlo bisogna fare un atto di fede, il partito in realtà siete voi, e gli altri vi servono da contorno perché candidarvi da soli fa da sfigati.

E infatti è proprio uno dei tuoi, che ha già defezionato, a raccontarci che sei autoreferenziale e che in realtà degli altri non ti frega una cippa. Dimitri Bimbi, questo il nome del transfugo, abbandona la Lega Verde, durata il battito d’ali di una farfalla dichiarando: “…Un movimento con un pensiero unico e tanti yes man.”

Non conosciamo personalmente Dimitri Bimbi, ma uno che ha il nome di un robot da cucina, seppur amatissimo dai cuochi improvvisati, non può scendere in politica. Al limite vai a Masterchef, ma in politica che credibilità hai? È come chiamarsi Gagarin Moulinex, va benissimo se fai il pilota collaudatore, ma non per il parlamento o il senato.

Già che resto in argomento, come non parlare dell’ufologa Candida Mammoliti? (dalla quale se non sbaglio abbiamo già una minaccia di denuncia) Pure lei si è accorta, e lo ha detto a tutti i giornali, che la lista “Più Donne” nella quale militava era in realtà una lista civetta per fare eleggere la Merlo, con al seguito la fedele Sancho Panza-Patuzzi (bella questa della lista civetta della Merlo). Due donne che in 4 anni di legislatura non hanno depositato nemmeno un atto parlamentare in difesa della categoria che vorrebbero rappresentare. Se magari ti informavi prima qualche dubbio te lo facevi venire: Candida di nome e di fatto.

Mammoliti e Bimbi (e già solo a sentirli insieme viene da ridere) Fatevi un partito vostro, vero è che non siete sveglissimi, se scoprite ora che un movimento creato venti minuti prima delle elezioni con le solite facce è un richiamo per fringuelli, ma avete un futuro anche solo per la dedizione con cui siete riusciti a farvi fare fessi per mesi. Indubbiamente l’ostinazione non vi manca.

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