Trombati celebri gallery

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Come GAS, cari lettori, non potevamo esimerci dall’affrontare i trombati celebri, coloro che hanno imperversato in parlamento come dei bucanieri senza anima, come guappi impuniti, come cupi e arroganti malandrini per anni.

Persona la cui perdita, con gradi diversi, non fa di certo scorrere torrenti di lacrime, ma tutt’al più qualche risata di soddisfazione.

Forse ci gonfiamo come tacchini ipertiroidei, ma ci piace pensare che almeno per alcuni personaggi lo zampino ce l’abbiamo messo anche noi, evidenziando e smascherando incongruenze di alcuni tra i peggiori acquisti che il Parlamento ticinese abbia fatto nel tempo

Franco Denti: Adieu, addio, bye bye, auf wiedersehen. Ci aveva provato a fare il colpaccio per la terza volta, il medico della Mutua Franco Denti. Voleva curare il Ticino coi cerottini made in Italy, e ora si trova a curare se stesso leccandosi le ferite come un labrador in invalidità. Il passaggio all’UDC e la divisione in circondari fresca di quest’anno gli è stata fatale. Ci piace pensare che qualche problema glielo abbia creato anche il suo agire da padre padrone, sia con l’ordine dei medici che coi colleghi Verdi (leggi qui). La paura di vederlo ricomparire tra quattro anni nel partito dei patologi però è forte.

Cleto Ferrari: che sia andato fuori dalle balle è una cosa che crea reale sollievo fisico, come quando mettete il doposole a seguito di un’insolazione. Cleto Ferrari (amabilmente soprannominato Cletino dagli amici) era biecamente passato, col culo attaccato alla sedia come un cirripede, dal partito socialista alla Lega all’UDC. Unico suo obiettivo? Salvare il culo, le idee sono roba per cittadini e lui, rappresentante dei contadini, da bravo paesano concreto e pratico se ne è sempre sbattuto. Fuori anche lui, e che torni a zappare la terra che è un lavoro dignitosissimo e fa di sicuro meno danni.

Paolo Pamini: Pamini, il feticcio liberista a cui faceva riferimento tutta la sinistra insieme a Morisoli, non è più. Onestamente ci mancheranno le sue prese di posizione liberiste deliranti, i suoi richiami al darwinismo sociale, dove lui era il velociraptor e i poveri delle lucertole rachitiche. La cavolata dei distretti voluta dal congresso UDC è stata fatale al povero Pam Pam, che nonostante 3000 voti personali in più, ha dovuto cedere il posto a Edo Pellegrini, transfugo dall’Unione Democratica Federale. Pellegrini comunque promette bene, se ci si mette di buzzo buono è più fuori di un balcone in bilico sull’Eiger.

Giancarlo Seitz: Storico panettiere all’angolo, punto di riferimento culinario della Lugano leghista, logorroico membro di una deputazione piena di morti di sonno, dice addio all’agone politico. Il crollo leghista ha chiesto pegno a lui, uomo del popolo e dei forni, cavaliere dei quattro cereali con le mani sempre sporche di popolana farina. Con lui se ne va dalla deputazione leghista un chiacchierone impenitente ma anche un entusiasta seguace del Nano che fu. Quel Nano che tra poco sparirà anche dai manifesti della Lega, visto la considerazione che gli viene ancora attribuita dai leghisti in doppio petto.

Nicholas Marioli: Faccia gioviale della gioventù leghista, vento di rinnovamento nato vecchio, paffuto sostenitore del dialetto a scuola, inciampa rovinosamente con la faccia nella pozzanghera. Subentrante nella scorsa legislatura, non è nemmeno riuscito ad assaporare il dolce calice del potere, che è ormai già scomparso nello spazio profondo. Una meteora di inettitudine che lascia la sua scia di nulla e polvere di stelle. Un astro nascente che è morto prima di poter dire “bà”.

Sara Beretta Piccoli: Lei ci dispiace se ne sia andata. Era simpatica, aveva il coraggio delle sue opinioni ed era anche un po’ buonista, e a noi i buoni piacciono. Sara lascia di sicuro un buco di aria frizzantina, che all’interno del PPD manca spesso, moooolto spesso. Una visione del mondo magari poco ortodossa per il suo partito ma sicuramente interessante. Ciao Sara, è stato bello, con te se ne parte la primavera.

Poi ci sono, a parte i trombati, i grandi delusi, due su tutti. Bühler, sostenitore dei distretti all’interno dell’UDC, arrogante mister sotuttoio, cade vittima delle sue stesse opinioni. Ex presidente dei giovani UDC, uno degli individui più spocchiosi della politica ticinese, al punto da fare sembrare Marchesi un simpaticone da osteria, rimane fuori dai giochi. E fuori dai giochi per fortuna, rimane anche Tuto Rossi, che se gli uomini fossero delle malattie invalidanti, lui sarebbe le ragadi anali. Per cui non sentitevi in colpa, gioire per l’esclusione di Tuto Rossi non è peccato, anzi, pare che il Vaticano abbia in stock delle dispense di assoluzione in bianco per chi pensa brutte cose di lui.

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