Un bel nazi-horror in salsa splatter

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Al cinema, ci sono elementi che spesso ricorrono. Concetti che mettono tutti d’accordo, che massimizzano le possibilità di un film di essere interpretato nel modo voluto. Uno di questi elementi, se ci pensate bene, sono i nazisti.

Spesso scelti come antagonisti, a volte ironicamente (i discendenti del Terzo Reich che, dalla Luna, attaccano la Terra in “Iron Sky”) a volte meno (L’Hydra, gli acerrimi nemici di Captain America), i nazisti hanno il vantaggio di essere universamente percepiti come “i cattivi” per eccellenza, rendendo immediata l’identificazione con cosa è giusto e cosa invece è sbagliato all’interno di una pellicola. Se non mi credete, pensate a quante persone conoscete che in un film come “Bastardi senza gloria” tiferebbero per i tedeschi.

Ulteriore prova di ciò che vado dicendo è la presenza nel cinema di enti o organizzazioni che si fregiano di ideologie e iconografie simili, come l’Impero/Primo Ordine di Guerre Stellari, o anche i fanatici Figli di Guerra di Mad Max, invischiati in un culto della personalità giovanile dichiaratamente ispirato alle migliaia di giovani tedeschi intrappolati nell’indottrinamento della gioventù hitleriana.

“Overlord”, uscito lo scorso anno, prodotto da J.J. Abams e diretto dal semisconosciuto Julius Avery, ha scelto proprio questa impostazione. Il film inizia con una vista relativamente nuova dello sbarco alleato in Normandia, nel 1944. Seguiamo infatti un uomo di nome Boyce (Jovan Adepo), un soldato americano in procinto di paracadutarsi con la sua squadra nelle campagne della Francia settentrionale.

Decimato dai difensori tedeschi, il ristretto gruppo di paracadutisti americani finirà per nascondersi un remoto villaggio francese, dove un misterioso progetto segreto nazista sta infliggendo abominevoli atrocità alla popolazione locale. “Overlord” segue così l’avventura del protagonista attraverso una vera e propria bottega degli orrori e la seguente lotta per distruggerla. Il tutto anticipato da un’iconica e criptica frase del principale antagonista, secondo cui “per il Reich millenario, servono soldati millenari”.

Overlord è, senza dubbio, uno dei migliori film horror vecchio stile degli ultimi anni. Ad una qualità visiva e tecnica molto alta viene associato il meglio dell’intrattenimento “splatter”, dando vita a effetti visivi incredibili ma abbastanza realistici e “fisici” da essere in base alle necessità ripugnanti o terrificanti.

Avery fa anche un ottimo lavoro dal punto di vista delle tempistiche. Il film, relativamente breve, procede a passo spedito, evitando periodi troppo calmi in cui la tensione possa calare. L’ispirazione molto “doom” dell’opera si sente, e produce una pellicola che si lascia guardare con la costante paura di quale orribile cosa spunterà fuori dal prossimo angolo. Tuttavia, onestamente, una critica va mossa. Forse per inesperienza, Avery non riesce a dipingere un ritratto psicologico abbastanza profondo per nessuno dei personaggi – cosa che comunque potrebbe anche essere una scelta stilistica e che personalmente non mi ha infastidito più di tanto.

Così, tirando le somme, “Overlord” è un’esperienza piuttosto travolgente, in grado di investire lo spettatore con tutta l’ansia, la paura e il ribrezzo degni dei migliori film dell’orrore. Il tutto mantenendosi nei limiti del buonsenso. Crudo ma non disgustoso, violento ma non sadico e terrificante per una giusta causa.

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