Ginevra, repubblica delle banane?

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C’è francamente da rabbrividire, se solo fosse vero. Nella città di Calvino e di Jean-Jacques Rousseau, padre degli ideali di uguaglianza e di tolleranza, per anni, una manina avrebbe manipolato l’esito del voto, truccando le carte. La procura ginevrina ha infatti confermato le indiscrezioni della stampa romanda, precisando di aver avuto una segnalazione per frode da parte della Corte dei conti e di star raccogliendo tutti gli elementi per poter valutare il caso.

Alla Corte dei conti si sarebbero rivolti due impiegati, i quali hanno fatto il nome di un collega trentatreenne. Il funzionario avrebbe manomesso il sistema, senza che ci fosse nessuno a vigilare sul corretto funzionamento del voto. Quasi completamente indisturbato, il folle in questione, avrebbe truccato l’esito degli scrutini distruggendo o aggiungendo schede a quelle arrivate per corrispondenza. E, in discussione, ci sarebbero tutte quelle votazioni conclusesi sul filo di lana con un esito risicatissimo.

L’8 marzo 2015, per appena una cinquantina di voti, venne approvata la nuova legge sulla polizia, proposta dal consigliere di Stato PLR Pierre Maudet, ma aspramente osteggiata dai potenti sindacati della polizia. Il 28 febbraio 2016, il controprogetto a una iniziativa socialista presentata per abolire gli sgravi fiscali accordati a una quarantina di grosse multinazionali fu invece, guarda caso, respinta e anche in quell’occasione per un pugno di voti. Mentre, la stessa domenica, i Ginevrini al contrario accettarono una modifica della legge riguardante i sussidi di cassa malati.

Insomma, tutti episodi che, riletti col senno di poi e con in mente il dubbio di una possibile frode, oggi risultano essere semplicemente agghiaccianti. ln un cantone dove il 90% degli elettori vota per corrispondenza, il dipendente sospettato, aveva le chiavi dei locali dove erano depositate le schede di voto ricevute. E quindi poteva accedervi per poi manipolare a piacere l’esito finale. Tra chi lo accusa c’è addirittura chi parla di soldi in cambio di voti e del fatto che in più di un’occasione sarebbero state notate differenze tra le schede contate e le rispettive carte di legittimazione.

Ma tutto questo importava poco. Visto che, nel frattempo, c’era chi faceva finta di nulla. Insabbiava. Non vigilava o peggio dormiva proprio, su quanto stava accadendo. Intanto la democrazia veniva abusata selvaggiamente. Pugnalata al cuore. Perché chi manipola e trucca le regole, gioca con un bene che è di tutti, inquina qualcosa di sottile e di invisibile che si chiama fiducia nelle istituzioni. Nel futuro. “Ci dobbiamo ricordare che anche Satana ha i suoi miracoli” soleva ripetere Giovanni Calvino che del rigore religioso aveva fatto la sua battaglia. Già. E a quanto pare anche la bella Ginevra, la sua città, ha un lato oscuro e inquietante. Sulfureo e diabolico.

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