Non si uccidono così le nostre anatre

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C’è una scia di sangue che collega Pomigliano d’Arco, cittadina campana, a Viganello. No, non c’entrano i soldi sporchi, né altri traffici o peggio qualche omicidio di camorra. Quello che pesa sulla coscienza dei cittadini di queste due realtà distanti poco meno di un migliaio di chilometri sono le povere anatre trovate morte, assassinate brutalmente. Animali che non davano fastidio a nessuno ma che qualcuno ha pensato bene di sgozzare e poi fare a pezzi o addirittura di uccidere a bastonate. La notizia che riguarda Lugano è di pochi giorni fa.

L’apprendiamo anche noi, sgomenti, da Tio.ch: “Arrivavano ogni anno in primavera. Tappa sul Ceresio: una decina di giorni, poi via verso il Nord. Ma quest’anno il viaggio si è concluso a Viganello per due germani reali, trovati morti ieri pomeriggio dagli abitanti in via Ruscello. Due bastonate alla testa. Stecchiti. La scoperta ha suscitato orrore e rabbia tra i residenti, affezionati ai due volatili che – raccontano – «frequentavano la zona da anni». Ospiti gradite di giardini e piscine, come mostra una foto scattata da un lettore poche ore prima del ritrovamento, le due anatre «non hanno mai dato fastidio a nessuno». Per efferatezza, l’episodio ne ricorda un altro, avvenuto proprio pochi giorni fa a Morbio Inferiore.”

Una macabra scoperta che ha turbato non poco gli animi di chi, a quella presenza discreta e di lungo corso, s’era ormai affezionato. E, guarda caso, qualcosa di molto simile, recentemente si era già verificato anche un po’ più a Sud, nel parco Giovanni Paolo II di Pomigliano D’Arco, dove erano stati ritrovati i cadaveri martoriati di un’anatra con i suoi piccoli al seguito. Il mistero e la rabbia degli abitanti si sono però sciolti come neve al sole di fronte alla vera causa della morte rivelata in post, sul profilo Facebook ufficiale del Comune. Un post che ha scatenato l’ironia dei social.

“Il Comune fa sapere ai cittadini che dall’autopsia fatta effettuare dall’assessore Mariagrazia Tartari sull’anatra uccisa nel Parco Giovanni Paolo II ieri mattina, si riporta che l’animale ed i suoi piccoli sono stati vittime di una faina”. Un’autopsia voluta dall’assessore all’ambiente per fare chiarezza sulle cause della morte dei pennuti – Mariagrazia Tartari – che è anche una veterinaria. Ed è probabilmente per questa ragione, essendo molto vicina alla salute degli animali, che c’ha voluto vedere chiaro andando un po’ più a fondo nella faccenda.

La stessa cosa però non si può dire delle due vittime di Viganello, né del gatto affogato o degli altri animali domestici che, un po’ ovunque, vengono regolarmente ammazzati da una mano che prova piacere nel compiere un simile gesto, vile e crudele. Perché mica sempre c’è dietro una faina. Spesso e volentieri ci si trova invece di fronte a un sadico dalla fattezze umane che affila la propria ferocia alimentando in questo modo il proprio istinto assassino.

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