48. morto che parla

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Che i napoletani fossero creativi già si sapeva. Nessuno batte i campani quando c’è da inventare soluzioni inusuali per aggirare imposizioni, problemi o leggi sgradite.

Chi si ricorda quando si impose in Italia l’obbligo per la cintura di sicurezza? A Napoli dopo due giorni c’erano già in circolazione le magliette con stampata una falsa cintura da portare alla guida.

In questi giorni sta prendendo piede la protesta delle lenzuola, un’azione che di per se stessa ha fatto molto più rumore mediatico dell’ultima manifestazione di Salvini a Milano, con la partecipazione dei suoi amici sovranisti.

Se infatti la kermesse legaiola non ha avuto grande eco, molta di più ne ha avuta la creatività degli slogan affissi sui lenzuoli appesi ai balconi in tutta Milano, slogan che più garbatamente o meno, esprimevano la propria contrarietà alle politiche del ministro degli Interni.

L’azione era stata varata in spregio alla rimozione, da parte di pompieri e Digos* di altri due o tre innocui lenzuoli in diverse località. Delle operazioni in effetti molto dubbiose e che ricordavano, se ce ne fosse bisogno, che i metodi di Salvini non si discostano molto da quelli di caudillos passati ormai alla storia.

Scusate, torno ai napoletani. La Digos ti toglie gli strisiconi e il napoletano che fa? Beh, lui è creativo, invece di scrivere ci mette dei numeri, quelli della Smorfia napoletana, ovvero la codifica dei numeri del lotto, dove a ogni numero corrisponde una figura o un personaggio. Capofila dell’azione, una famiglia napoletana di Milano, che ha affisso, appunto per la manifestazione, il numero 71. Ma andiamo a vedere cosa dice la “smorfia” in merito al 71:

Nella smorfia napoletana il numero 71 (in dialetto l’ommo e’ mmerda) rappresenta l’uomo senza valore, il cui comportamento deplorevole e miserevole ha minato la stima che nutrivamo per lui e per il suo operato.”

Una descrizione perfetta. Altri numeri comunque avrebbero fatto la loro apparizione:

17 la disgrazia, 22 il pazzo, 23 lo scemo, 79 il ladro (in merito ai 49 milioni di rimborsi di cui la Lega si era appropriata).

I napoletani, tra i meridionali, sono comunque tra i più agguerriti detrattori di Salvini, anche perché è oggettivamente difficile scordare i coretti che il ministro cantava anni fa alle feste delll’allora Lega Nord: “ senti che puzza, scappano anche i cani, stanno arrivando i napoletani, son colerosi, terremotati, poi col sapone non vi siete mai lavati…” 

Ed è oggi la fantasia di questi stessi napoletani a rimandare, con grande eleganza, gli insulti al mittente.

*Digos: Divisione Investigazioni Generali e Operazioni Speciali della polizia di stato.

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