Alabama, no all’aborto anche in caso di stupro

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Tra gli Stati americani, l’Alabama non è certo tra quelli che brillano per l’uguaglianza o per l’osservanza dei diritti civili. In una terra che trasuda ancora di cotone e schiavitù, di discriminazione razziale e sessismo non c’è granché da stupirsi se il Senato di questo Stato del profondo Sud ha appena approvato a larghissima maggioranza una legge talebana sull’interruzione di gravidanza. Un vergogna legale che, qualora avesse il nullaosta anche da parte della Corte Suprema a maggioranza conservatrice, farebbe dell’Alabama il più severo tra gli Stati in materia d’aborto.

Aborto vietato perfino in caso di incesto o di stupro. In pratica decretando l’ergastolo per quei medici che dovessero violare la legge, infliggendo loro fino a 99 anni di carcere. Roba da medioevo e da Santa Inquisizione se non fosse che qui, ad aver preso questa inaudita decisione, è un gruppo di squallidi figuri pronti a rinnegare una conquista civile, un sacrosanto diritto sancito dalla storica decisione presa nel 1973 dalla Corte Suprema. “State dicendo a mia figlia: tu non conti nulla nello Stato dell’Alabama, gli uomini possono stuprarti e tu avrai questo bambino se resti incinta”, ha dichiarato Bobby Singleton, senatore locale eletto tra le fila del Partito Democratico, dopo che un emendamento per accordare il diritto ad abortire almeno in casi eccezionali è stato comunque respinto.

Per l’aborto, sono venti di tempesta quelli che soffiano in molti Stati dell’Unione. Solo nell’ultimo anno, sono 16 su 50 quelli che hanno introdotto misure più restrittive per accedervi. L’ultimo era stato la Georgia dove, una settimana fa, è stata approvata una legge che vieta l’interruzione di gravidanza dopo appena sei settimane, cioè quando è possibile rilevare il battito cardiaco del feto. Ma, del resto, tutto ciò che ruota attorno alla sfera sessuale è da sempre terreno di scontro. E di divieti francamente incomprensibili.

Malgrado la Corte Suprema abbia approvato il diritto di ognuno a praticare sesso orale o anale consenziente, secondo l’Osservatorio dei Diritti Umani, alcune vecchie leggi che proibivano la sodomia, in Alabama, ancora si riferiscono a tali atti come “abominevoli crimini contro natura”. Ma neppure i vibratori hanno vita facile perché “è illegale vendere qualunque dispositivo realizzato o commercializzato con l’intento primario di stimolare gli organi genitali umani”. Lo dice una legge del 1998, in pratica promulgata l’altro ieri, che considera i sexy toys, uno strumento del demonio e, proprio per questa ragione, da vietare.

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