Casolini non è Bonolis

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Caro Casolini,

Mettiamo subito in chiaro una cosa. Tu ci piaci. Chi dice che sei una nullità non capisce un fico secco di televisione. Tu sei bravo, brillante, divertente e intelligente. Bisogna dare pane al pane e vino al vino, perché sei oggettivamente uno dei personaggi più interessanti in RSI.

Proprio per questo, lo scivolone che ti è capitato nell’ultima puntata di politicamente scorretto andava evitato. Tanto valeva che facevi come i bonzi tibetani durante l’invasione cinese, ti cospargevi di benzina e ti davi fuoco.

Alcuni fattori plateali ed evidenti hanno concorso alla marea di sconcerto e riprovazione che ti ha colpito e sommerso. Primo, le due gemelle. Avere in studio due ragazze, serissime, senza neanche l’ombra di un sorriso, non coinvolte nel gioco, con l’aria di avere compiuto quindici anni l’altro ieri e di avere alle spalle un padre padrone che lucra sugli ingaggi è stato imperdonabile.

Caro Casolini, sì, effettivamente anche noi ci siamo sentiti a disagio guardando quelle immagini.

Siamo nell’anno delle donne e questo lo sanno tutti. Solo l’altro ieri al Primo Maggio, totalmente declinato al femminile, si sono ribaditi i diritti di uguaglianza salariale e di genere, il 14 giugno ci sarà lo sciopero nazionale delle donne per ribadire questi concetti e usciamo da un anno travagliato di MeToo e di lotta alle molestie sessuali. Tanto valeva mettersi un bazooka in bocca e tirare il grilletto con serenità.

È stata oggettivamente una scelta sbagliata. Detto questo, però, immaginiamo un altro scenario: mettiamo al posto delle gemelle una Carla Norghauer e una Francesca Margiotta, entrambe donne, entrambe belle, intelligenti e spiritose, che scherzano con te e De Rosa, rispondendo a tono. Non sarebbe stata tutta un’altra cosa? Non avrebbero forse veicolato il messaggio di donne divertenti, complici e partecipi, capaci di tenervi testa e prendersi lo spazio che si meritavano?

Il vostro enorme sbaglio, perché dare solo la colpa a te sarebbe ingiusto, è stato sottovalutare questo fattore: donna o uomo, chiunque sia messo lì a fare la bella statuina diventa oggetto, nient’altro. Nessuna interazione, solo la scabra presenza di due corpi, le facce serissime.

Hai fatto bene a scusarti, Casolini, anche in questo ci vuole coraggio: ammettere di aver commesso un errore. In futuro, ragiona bene su queste cose, perché in un microcosmo come il Ticino tutto ha una ridondanza particolare.

E ai leoni da tastiera, pronti a criticare ogni scivolone e che si permettono di scrivere “viscido leccaculo”, “maiale”, oppure “la tv berlusconiana è approdata anche in Ticino”, ricordiamo che certi livelli la nostra televisione non li raggiunge quasi mai e mantiene un aplomb che molti ci riconoscono e invidiano. Questo fa la differenza tra Mediaset e il nostro ente pubblico radiotelevisivo. Anche la reazione immediata della direzione e della CORSI, depone perlomeno a favore di una struttura che raramente casca in situazioni del genere.

In tutto questo circo, la virulenza e le aggressioni verbali che hanno colpito Casolini, sono altrettanto indegne e vergognose. Perché un altro problema della nostra società sono l’aggressività e la violenza che trovano, purtroppo spesso nei social, la loro valvola di sfogo. Per cui Casolini e il produttore della trasmissione hanno sbagliato, ma altri non si sono certo coperti di gloria insultandoli.

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