Corriere in crisi: via ai licenziamenti

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La crisi della carta stampata è ormai di dominio pubblico, lascia esterrefatti e colpisce come un fulmine a ciel sereno, soprattutto le maestranze, la serie di licenziamenti annunciati a sorpresa dal Corriere del Ticino.

Che il Corriere fosse in calo era un dato di fatto, la perdita di autorevolezza, dovuta soprattutto alla sterzata a destra nel periodo di reggenza dell’allora presidente del Consiglio di amministrazione e attuale presidente Rai Marcello Foa, era decisamente plateale.

Ultimamente GAS aveva pure scoperto, un netto calo del Corriere e un sorpasso de La Regione Ticino nell’ambito dell’online, scrivevamo infatti solo tre mesi fa:

“ …da dicembre 2018 a Gennaio 2019 l’aumento è stato di 49386 visite in più, contro le 95774 de La Regione: quasi il doppio.(…)” (leggi qui)

Le motivazioni, che abbiamo riportato anche sopra erano a nostro parere abbastanza chiare, nonostante il direttore del CdT online, Paride pelli,  tendesse a minimizzare, sostenendo che a Muzzano sono

“…contenti di un sito che magari fa meno click di prima, ma che ha una alta qualità e dove chi ci entra ci rimane molti più minuti perché i contenuti sono nettamente migliorati” e parlando di “un trend al ribasso che si è verificato un po’ su tutti i siti di news”

Scrivevamo, nel medesimo articolo:

“La débâcle del Corriere non è solo una questione di strategia e di marketing, che vede probabilmente investite meno risorse del necessario in un settore in grande sviluppo, ma anche una questione politica ed editoriale. I due campi occupati dai maggiori quotidiani ticinesi sono chiari. Più conservatore e orientato a destra il Corriere, più progressista e orientata al centrosinistra La Regione. Il quotidiano bellinzonese incassa il seguito del popolo del web, perché sicuramente più fresca e più onesta nei suoi articoli e approfondimenti e perché anche più presente sui social network.”

Nel comunicato uscito poco fa, il Corriere parla in modo esplicito, di perdite di esercizio e cali delle entrate, una realtà che è si, cronica per il mondo dell’editoria svizzero, e la crisi del Giornale del Popolo insegna, ma che nel caso del quotidiano di Muzzano non può non sollevare legittimi dubbi sulla bontà delle scelte editoriali di cui parlavamo. “Importante ristrutturazione”, la chiamano: una formula che suona meglio di “licenziamenti di massa”, certamente, ma che non copre il dramma di sette persone mandate a casa, fra cui, stando a quanto riporta la RSI, per prime alcune mamme impiegate a tempo parziale (una di loro, stando ad alcune indiscrezioni, addirittura per telefono) e persone con problemi di salute, più 2 prepensionamenti. Ai colleghi del Corriere, va tutta la nostra solidarietà.

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