Foletti, cala due dita

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Il portale amicone Liberatv, dopo avere recentemente riportato la tesi del Municipale di Lugano Quadri in merito all’aeroporto, dà oggi spazio al suo collega Michele Foletti, che sembra avercela a morte con i ciclisti.

Lo fa riprendendo egli stesso un pezzo del Corriere del Ticino, altro sostenitore dei leghisti in doppiopetto luganesi. Comunque, un leghista al giorno leva il medico di torno, oltre a garantire probabilmente cospicui finanziamenti al portale, ma basta fare gli invidiosi, noi che abbiamo pochi copechi, e veniamo a Foletti. Il canapiuto Municipale scrive:

“Come cittadini siamo diventati tutti vittime inconsapevoli del ciclista metropolitano: colui che attrezzato con e-bike, magari con gomme da motocicletta e motore da supercar, spadroneggia tra corsie del bus, marciapiedi e sensi unici, per non parlare delle zone pedonali.

Il cafone elevato all’hi-tech; un tipo che piace alla sinistra perché non inquina e – soprattutto – infrange le regole di convivenza civile che sono un vecchio simbolo del fascismo.

Nulla a vedere con il ciclista duro e puro, quello che suda e pedala; questi sono carichi di energia e il duro pedale non sanno neppure cosa sia. Però vogliono corsie, piste e preferenze, perché loro non inquinano, non emettono CO2 e salvano la terra.

Salveranno anche la Terra (forse) ma feriscono più persone loro che i «luridi» automobilisti. Il cafone in e-bike è una sub categoria di cittadino egoista e irrispettoso che pretende di appropriarsi dello spazio comune per i propri comodi. Non diamogli retta, né spazio.”

Oooohllallà! Foletti sembra un po’ inacidito e incattivito. Primo, perché fare il difensore della classe operaia ciclistica quando sei uno dei pargoli della Lugano bene fa un po’ ridere. Probabilmente è più hi-tech l’auto o l’appartamento di Foletti che la bici elettrica di Nicola Schönenberger.

Poi, generalizzare così è proprio un po’ da disonesti. Il mondo ciclistico e variegato e incredibilmente ricco. Va dalla ragazza madre al manager d’azienda, dall’impiegato comunale al commerciante di via Nassa. Apostrofare tutti per dei pirla arroganti ci sembra un po’ fazioso. Cos’ha Foletti contro i ciclisti? E soprattutto, perché ciò che ai leghisti sta sulle balle è invariabilmente di sinistra? E poi chi avrebbe detto che gli automobilisti sono luridi? E che minchia c’entra il fascismo con le ciclopiste o le due ruote? Michelino, sembra che tu sia un po’ confuso.

Dubitiamo comunque che i ciclisti cafoni hi-tech, come li definisce Foletti, siano tutti di sinistra, anzi, probabilmente ce ne sono anche un bel po’ della sua parrocchia. Detto questo, tanto livore risulta incomprensibile ai più. Un po’ meno a chi conosce Lugano e sa che è una delle città più arretrate in Svizzera dal profilo ambientale e del traffico. Meglio sgasare coi suv e asfaltare il Ciani che cercare di migliorare il clima e l’aria dei luganesi, vero, Foletti?

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