Galeazzi, non siamo tutti traditori!

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Strilli e strepiti, stracciar di vesti, percuotere di scudisci sulle spalle nude. A questo assistiamo in questi giorni tra le fila dell’UDC in merito alla votazione sulla regolamentazione delle armi. Sembra di vedere lo sconcerto dei Troiani dopo la caduta della mura ad opera degli Achei.

E un po’ un teatrino greco lo hanno allestito i simpatici iloti dell’UDC. Si è arrivati a dire che i ticinesi, gli unici ad aver rigettato l’iniziativa, sono più svizzeri degli svizzeri (leggi qui). Poi alcuni, come Tiziano Galeazzi, vanno un po’ lunghi, tacciando praticamente come traditori e venduti tutti gli svizzeri che questa legge l’hanno accettata.

“… con un SI a questa imposizione mascherata dall’UE, abbiamo iniziato il percorso irreversibile verso l’adesione al falliclub unionista senza passare dal voto popolare, ma per il tramite dell’ordinamento giuridico. Il tramonto svizzero 🇨🇭 è iniziato da tempo e questo è un colpo mortale…dopo di questa votazione ci sarà l accordo quadro per chiudere l’opera….Coloro che hanno votato “SI” oggi, hanno condannato la Svizzera ad entrare, dal garage, in Europa, tradendo i volori svizzeri dal 1291, passando da Morgarten 1315 e cosi via….Vergognoso !!!! Ci avete venduto per una ciotola di riso cantonese… il Ticino ha dimostrato coraggio e a ottobre…mi auguro lascino a casa quei deputati e pretendenti con l’anima e lo spirito eurounionista!!

Il profluvio e l’abuso di puntini sospensivi la dice lunga sull’angoscia del Galeazzi, che ormai vede la Svizzera morta e sepolta solo perché ha accettato una legge quadro europea,che chiede qualche regola in più per la detenzione di armi, una regola che, ricordiamo, era tesa soprattutto ad evitare stragi e terrorismo, oltre che i suicidi.

Chi ha votato si, secondo Galeazzi (anche una fetta consistente di ticinesi) è insomma un traditore. Mica un traditore piccolo, ma un’abietto traditorone fedifrago che vede le maledizioni del Galeazzi colpirlo fino al 1291, quando tre ignari landamani armati solo di spada e alabarda cazzeggiavano sul praticello del Grütli.

Ci sentiamo di rassicurare Galeazzi, Marchesi e Chiesa. Siamo ancora svizzeri, facciamo ancora il tiro, i nostri militari hano ancora l’arma a casa e siamo protetti come un pisello nel bacello. Queste lagne da vecchietti isterici potete lasciarle perdere, tanto non se la beve nessuno. Se poi vi pesa così tanto, nel prossimo referendum chiedete l’espulsione dalla vera Svizzera, ovvero il Ticino, degli altri cantoni, meglio soli che male accompagnati no?

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