I sovranisti austriaci al soldo della Russia

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L’alleanza di governo austriaca, quella che fino a ieri l’altro sembrava essere un modello da copiare per tutti i movimenti sovranisti d’Europa, è crollata miseramente al primo terremoto mediatico. È bastato un video-shock – e che video – per svergognare una delle forze più in voga dell’emergente destra populista europea, l’Fpö, il Partito della libertà dell’ormai ex vicecancelliere Heinz-Christian Strache. Una specie di Salvini d’Austria. E proprio Matteo Salvini, in vista delle elezioni ormai prossime, ha assicurato che “l’alleanza tra Fpö e Lega rimane solida”, infischiandosene della bufera che ha travolto uno tra i suoi più stretti e fedeli alleati in Europa.

Nel filmato girato a Ibiza il 24 luglio del 2017 e reso pubblico in questi giorni dai quotidiani tedeschi Spiegel e Süddeutsche Zeitung, Strache accetta di fare favori ai russi in cambio di soldi al suo partito. Sarà per l’aria frizzante che si respira sull’isola spagnola a luglio o per l’alcol che scorre a fiume, fatto sta che Strache – in compagnia del suo braccio destro Johann Gudenus, che in Russia ha studiato ed è considerato l’intermediario chiave nei rapporti del partito con Mosca – si lascia andare a dichiarazioni a dir poco imbarazzanti, assicurando appalti truccati nel settore dei lavori pubblici e, nel caso di un voto a lui favorevole, si sbilancia al punto da ipotizzare l’acquisizione della Kronen Zeitung, uno dei più popolari giornali austriaci.

Costretto a dimettersi insieme a tutti gli altri ministri dell’Fpö, dopo la diffusione di immagini che hanno dimostrato a tutti qual è la vera natura di chi è sovranista solo a parole, Strache, pur ammettendo di essersi comportato da stupido e da irresponsabile, ha addirittura parlato di un “assassinio politico”. Un errore commesso, a suo dire, volendo a tutti i costi fare colpo sulla sedicente nipote di un oligarca russo presente nel corso della conversazione e del video che lo hanno inchiodato. “È stato un tipico comportamento machista, incoraggiato dall’alcol – ha confessato Strache – in cui volevo soprattutto impressionare l’attraente ospite”.

Immagini che casomai svelano come, in Europa, dietro ai movimenti sovranisti, molti di loro pappa e ciccia con Putin, ci sia un intreccio di trame strettissime e pericolose con una Russia desiderosa di influenzare la politica europea. A sintetizzarlo magistralmente, dalla prospettiva della vicina penisola, è il giornalista e blogger Gianguido Mussomeli in un suo commento apparso su Facebook:

“La stampa italiana ha messo in evidenza solo l’aspetto della bravata sessuale. La RAI poi ha voluto deliberatamente nascondere gli stretti legami di collaborazione da anni esistenti fra l’ FPÖ di Strache e la Lega di Salvini. Come dice bene il caro Udo Gümpel (n.d.r. giornalista e corrispondente dall’Italia per la rete televisiva tedesca Ntv) il succo della faccenda non era solo “gnocche ed alcool” o “soldi ai russi”. Il problema era che i populisti “patrioti” austriaci stavano promettendo di cacciare le proprie aziende dagli appalti, per far vincere aziende russe e di passare agli uomini di Putin informazioni che non dovrebbero uscire dai ministeri; inoltre, e questa è la cosa gravissima, promettevano di far avere a personaggi legati al Cremlino il controllo dei media austriaci. Tanto per dire, nel periodo nazi-fascista (che personaggi come Strache, Salvini e Gauland sembrano amare) o nella ex Unione Sovietica in cui Putin si è formato, per molto meno Strache e il suo compare Gudenus adesso sarebbero davanti a una Corte Marziale per rispondere di alto tradimento e rischierebbero il carcere a vita o la fucilazione alla schiena”.

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