Imparando a fidarsi… ma con ironia

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S’intitola “Imparare dal tacchino” il quinto album del cantautore varesino Luca Maciacchini. Già. Ma cosa potrà mai insegnarci di buono il pennuto gallinaceo? Per scoprirlo abbiamo così deciso di ascoltarci l’ultima fatica discografica di questa specie di bizzarro alieno della canzone italiana. Dal “Il sondaggista” a “C’ho l’amico”, sono undici i brani inediti in cui il Macia affronta, con ironia e disincanto un tema che, in un mondo come il nostro tutto alla rovescia, sembra essere ormai fuori moda: la fiducia negli altri.

Ecco cosa c’entra allora il tacchino. Chi più del tacchino si fida amorevolmente del suo allevatore che lo nutre e lo cresciuto per giorni. Lui, il pennuto non potrà che sentirsi amato e riverito. Si fiderà, non immaginando che l’obiettivo del padrone è quello d’ingrassarlo fino a ucciderlo per poi servirlo arrosto, su di una tavola imbandita, magari proprio in occasione del celebre “Giorno del Ringraziamento”. Grazie al cavolo! Ma vi pare che si uccidono così i tacchini?

La fiducia negli altri, dicevamo. Un valore che dovrebbe essere uno dei pilastri portanti su cui fondare i rapporti tra gli esseri umani messo sempre più a dura prova nella società liquida e iperconnessa 3.0 in cui, storditi dalle fake news e bombardati da post, tweet e like dei social viviamo tutti in un eccesso di informazioni, spesso incapaci di trovare punti di riferimento, una stella polare in grado di orientare le nostre scelte. Ecco perché talvolta, a darti proprio quella risposta che cercavi, è il giullare di corte. Colui che, alla prima impressione, ti era sembrato il meno adatto.

Ed è proprio la sventura del tacchino a offrire lo spunto a Luca Maciacchini per riflettere e ponderare ogni cosa con attenzione, senza fidarsi ciecamente di ciò che ci viene proposto dalle persone e dai media. Maciacchini riprende nei suoi brani questa metafora in modo a volte esplicito, altre sottinteso, ma mai noioso o scontato: ironia, satira e disincanto offrono infatti all’ascoltatore un punto di osservazione originale sulle contraddizioni del mondo contemporaneo.

Ne “Il sondaggista” si parla delle inchieste condotte a fini propagandistici più che statistici mentre in “C’ho l’amico” racconta i rapporti di amicizia che poco hanno a che fare con la sincerità e il disinteresse. In entrambi i pezzi si strizza l’occhio a Giorgio Gaber, che in molte occasioni Maciacchini ha interpretato sul palco nei suoi spettacoli dedicati al teatro-canzone. In “Cretino a sfera” possiamo poi sorridere su di un particolare tipo di fede, quella calcistica, mentre in “Un amore senza olio di palma” la fiducia cieca e intransigente nelle mode naturiste e vegane porta a risvolti paradossali e grottesche. Ma in ogni brano troverete un sapiente distillato del Maciacchini-pensiero. Ascoltare per sorridere.

L’album è stato pubblicato dalle Edizioni Canto Libero ed è acquistabile o scaricabile all’indirizzo web: www.lucamaciacchini.com

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