In 135’000 per il medico di Lampedusa

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135’000 preferenze del popolo dell’empatia, quelli che, quando leggono delle disgrazie altrui non riescono a ricacciare la lacrima, quelli che quando vedono un’ingiustizia gli trema il mento dalla rabbia. 135’000 voti per Pietro Bartolo, il medico di Lampedusa.

Ed è Bartolo a salvare il PD nella circoscrizione Isole, dove riceve una marea di voti.

Candidato per il PD alle Europee, Bartolo porterà con sé al parlamento stellato non una borsa con le carte, ma le anime dei morti e dei feriti. Porterà la sua umanità schietta e pulita come un panno di bucato. I suoi occhi gentili e la faccia bonaria. Questo è il mandato che gli hanno dato più di centomila italiani.

Un mandato che dice: vai, e parla anche per noi, racconta l’orrore e la malinconia, la speranza e la salvezza.

Tu sei Pietro e su questa pietra costruirò la mia chiesa, dice Gesù al primo apostolo.

E in Europa il popolo dei migranti ha mandato Pietro Bartolo, apostolo degli ultimi, di quelli che muoiono gorgogliando nel mare o di stenti nel deserto libico. Non c’entra però la religione, contano le capacità di ognuno di noi di accogliere, capire, ascoltare, qualità che dovrebbero essere di tutte le donne e gli uomini a prescindere dalla religione e dalle convinzioni, la capacità di guardare gli altri esseri umani come simili e non come nemici o antagonisti.

Al povero Bartolo ora è stato dato un fardello in più. È rappresentante del popolo e ha il ruolo di suo portavoce. Fino a ieri Bartolo ci ha raccontato di onde e corpi abbandonati nella corrente, ha pianto con noi e ci ha ricordato cosa vuol dire sacrificare se stessi sull’altare della giustizia e dell’umanità. Da domani dovrà combattere non con i morsi degli squali che azzannano i cadaveri abbandonati nel Mediterraneo, ma con i pescecani della politica, un agone crudele quanto il mare, un acquario di pesci letali che attendono in cerchio un solo minimo errore per attaccare. Sarà per assurdo più difficile per Bartolo affrontare il parlamento che le disgrazie del bellissimo mare, sarà più faticoso e doloroso confrontarsi con ls crudeltà dei suoi colleghi che con la tragedia migratoria.

Per questo, auguri di tutto cuore, Pietro, tieni duro come hai imparato a fare, sii la nostra voce, anche di quelli che non ti hanno votato, ma avrebbero voluto farlo, perché anche tanti svizzeri piangono e si arrabbiano, perché di fronte al mare, ladro innocente di vite, siamo tutti fratelli, da Zanzibar a Bellinzona.

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