La mamma dei nazi è sempre incinta

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Dei neonazisti basilesi, secondo il Sonntagsblick, starebbero pianificando degli attentati nella solita ottica di vendette trasversali e continue che ormai avvolgono tutto il mondo come un sudario mefitico.

Tranquilli, non fasciamoci la testa prima di essercela rotta. Che i neonazi e i nostalgici del fascismo esistano anche in Svizzera è un fatto. Che queste frange siano meno virulente e organizzate di quelle italiane o tedesche anche.

Ci sono però segnali inquietanti, soprattutto legati ai recenti attentati, sia di matrice suprematista bianca, come a Christchurch, sia di matrice estremista islamica, come in Sri Lanka.

La recrudescenza d’idiozia criminale che sta dilagando finisce purtroppo, come abbiamo visto, per creare emuli o giustizieri improvvisati, che si sentono in dovere di vendicare, a nome di tutti noi, presunte offese a una religione o ad un’etnia.

La notizia che riguarda casa nostra, viene dal Sonntagsblick. Il giornale d’oltre Gottardo si sarebbe infiltrato in un gruppuscolo di neonazisti che avrebbero in mente di pianificare degli attentati. TIO riprende la notizia, leggiamo dunque:

“ (…) Il nucleo sarebbe costituito da tre uomini e una donna, di età compresa tra i 35 e i 46 anni, residenti nei cantoni di Berna e Basilea Città. I membri del gruppo si sono espressi a favore della diffusione del terrore in Svizzera, con l’assassinio di ebrei, neri e musulmani.

«Puliremo la città», «pulizia etnica» e «li stermineremo tutti», si legge nei messaggi che si scambiano i protagonisti. All’inizio di aprile il gruppo si sarebbe riunito per un addestramento al combattimento. Stando al domenicale non è chiaro se il gruppo venga osservato dalle autorità.”

Passare dalle chiacchiere all’atto è un passaggio difficile e spesso irreversibile. Per questo, senza sottovalutare la cosa, ci permettiamo di dubitare che queste minacce malevoli e ostili diventeranno vie di fatto.

Se è vero che ci sono dei legami acclarati tra i neonazisti europei, è anche vero che quelli svizzeri, a parte qualche spettacolino idiota a uso e consumo dei media e qualche concerto con gruppetti in odore di terzo reich, non fanno.

Rimane certo il disagio nel percepire come luoghi comuni triti e ritriti, come l’odio per gli ebrei o i neri, rimangano un punto fermo nella minuscola fantasia di questi pagliacci dell’ultradestra. Pagliacci col ghigno stampato sulla faccia e che non fanno ridere.

Abbiamo fede, da bravi confederati, nella polizia federale, che sicuramente controlla e tiene monitorati non solo i tagliagole estremisti dell’Islam, ma anche i farabutti dell’estrema destra neonazista.

Perché il famoso “caso isolato” per cui poi piangeremo e discuteremo per mesi, è dietro l’angolo. Facciamo in modo di non dover dire: ve lo avevamo detto.

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