La storia di Salvini sta cambiando

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Chi è più attento ai fenomeni social, quel terreno sul quale Salvini ha imperversato fino ad ora, non può non accorgersi che qualcosa sta effettivamente cambiando. L’egemonia salviniana, come nella lotta partigiana, viene continuamente boicottata da una guerriglia sempre più decisa.

Avevamo già parlato delle sconfitte su twitter a opera di Laura Boldrini (leggi qui) , o del trollaggio ormai quasi sistematico dei selfie con Salvini (leggi qui) , in cui dei ragazzi fingono di volersi fare fotografare con lui e poi declamano slogan anti-Lega o fanno gesti in contrasto con le ideologie salviniane, come i baci gay.

Un’altra cosa sta cambiando nel panorama dei media digitali e di Facebook, ed è quella che ormai appare come una pacifica guerriglia nei confronti del ministro degli interni. Non c’è comizio, adunata o ritrovo, dove non ci siano proteste, organizzate o meno. Ma non è tanto la protesta in se stessa che conta, quanto la visibilità che le viene data. Se ieri i media si limitavano a seguire la narrazione salviniana di successo continuo, piazze strapiene e folle osannanti, oggi si soffermano sempre di più sulle cadute di stile del ministro, sul dissenso e sulle proteste.

Insomma, a lato della fiaba leghista dove tutto è bello e meraviglioso, si sta avviando un racconto parallelo che indebolisce e corrode quello principale. Se poi a tutto ciò aggiungiamo l’offensiva di Facebook e Twitter per eliminare siti di fake news e profili falsi, tutta la storia cambia sensibilmente.

Quella che è l’opposizione al ministro dell’Interno, diventa oggi una vera e propria guerriglia in stile vietcong applicata però ai media.

Salvini non sa mai da dove spunterà un suo persecutore, una falange protestataria o una contromanifestazione. Come i soldati statunitensi in Vietnam, comincia a innervosirsi e a logorarsi, e il logorio provoca errori e stizziti commenti, che non fanno che rendere la sua narrazione sempre più claudicante.

Datemi retta, quando avete dei dubbi sulle strategie, ricordatevi della storia, che è una grande maestra. Quello dei social oggi è un fantastico mondo, ma anche un cruento campo di battaglia, dove vigono le stesse regole della guerra.

I libri di Sun Tzu* e Machiavelli** insegnano ancora oggi.

*L’arte della guerra

**Il principe

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