La Svezia bacchetta il Tg2

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La Svezia non ci sta. La propaganda e le fake news sostenute dai telegiornali della RAI e dal Tg2 in particolare, il tiggì in quota leghista, sono state sbugiardate da un lungo post pubblicato in risposta su Facebook dall’Ambasciata di Svezia. La protesta affidata ai social riguarda la quantità di bugie di cui era infarcito un servizio andato in onda il 19 maggio scorso. In pratica, l’obiettivo era quello di screditare la Svezia, gettando fango sul suo modello d’integrazione. Peccato che il tutto fosse condito da falsità e dati distorti in malafede.

Nel contributo giornalistico si affermava che una sessantina di quartieri del paese nordico erano oramai completamente fuori controllo. Zone in cui nemmeno la polizia osa più entrare, quartieri dove peraltro vige la sharia, la legge coranica. A questo problema veniva poi unito il fatto, il dato che la Svezia ha il più alto numero di stupri in Europa. Insomma, roba che probabilmente solo l’Emilio Fede dei tempi migliori era capace di raccontare con tanta faziosità e disprezzo della deontologia giornalistica.

Ma Fede almeno pontificava dalle reti Mediaset. Non da quelle del servizio pubblico. Una RAI che col passare del tempo si fa, sempre più, a immagine e somiglianza del suo presidente, quel Marcello Foa divenuto celebre per essere il re delle notizie inventate ad arte solo per tirare acqua al proprio mulino. Non a caso, tra chi quel servizio l’ha ripreso, c’è un certo Matteo Salvini che su Facebook ha condito il servizio con un “Svezia invasa. Stop Eurabia!”, fondendo in un’unica parola “Europa” e “Arabia Saudita”, paese dove viene effettivamente applicata la sharia.

Già. Perché piegando fatti e notizie a una cieca convinzione, a un’ideologia che ha fatto della propaganda il suo credo, tutto torna sempre. E quale miglior bersaglio della Svezia per affermare che il tanto decantato stato sociale svedese è un sistema fallimentare. Capace solo di far proliferare l’Islam radicale e gli stupri. Bingo. Ecco chiarito, coi fatti (falsi), il perché la destra è decisamente meglio. Ecco spiegato il perché se, in Italia, vai a denunciare una molestia o uno stupro, per prima cosa ti chiedono come eri vestita e alle recenti elezioni europee Salvini ha stravinto con quasi il 35% dei voti.

Comunque sia, quello che riportiamo integralmente qui di seguito è proprio il post di risposta pubblicato sulla pagina Facebook dell’Ambasciata di Svezia in Italia.

A seguito del servizio del TG2 andato in onda il 19 maggio 2019, l’Ambasciata di Svezia comunica di aver informato la direzione del TG2 – tramite una nota scritta inviata il 22 maggio – che nel servizio girato in Svezia ci sono diverse affermazioni errate.

Per esempio nel servizio si parla di oltre 60 quartieri “totalmente fuori controllo”, dove la polizia non entra e dove vige la sharia, la legge islamica. Questa descrizione corrisponde a quelle che vengono comunemente definite “no go zones”. Non esistono “no go zones” in Svezia. Come nella maggior parte delle grandi città esistono aree socialmente vulnerabili dove, al contrario di ciò che si afferma nel servizio, è stata rafforzata la presenza della polizia negli ultimi anni. Queste aree sono una priorità assoluta per il governo svedese che ha stanziato considerevoli fondi per sovvenzionare progetti per favorire l’inserimento sociale in queste aree. Per esempio con attività rivolte ai bambini e ai giovani, investimenti nell’istruzione, maggiore sicurezza, aumento dell’occupazione. Desideriamo inoltre precisare che in Svezia viene applicata la legge svedese in tutto il paese e la legge è uguale per tutti. Non esistono aree dove viene applicata la legge della sharia.

Nel servizio si parla anche del “più alto numero europeo di stupri”. La statistica in questo caso dà un immagine errata della situazione. Il malinteso nasce da tre fattori principali. In Svezia ogni atto di violenza sessuale viene registrato come una denuncia a sé stante. Una denuncia può contenere un gran numero di stupri, come per esempio chi denuncia di essere stato violentato più volte dalla stessa persona. Anche in questi casi la polizia deve registrare ogni atto di violenza come un singolo crimine. Un altro fattore che contribuisce al malinteso è la nuova legge sul consenso esplicito, entrata in vigore nel 2018 e che sancisce che il sesso se non è consensuale è illegale, quindi passibile di denuncia. Inoltre la definizione giuridica svedese di cosa è considerato stupro è più ampia che nella maggior parte degli altri paesi e le persone vengono incoraggiate a denunciare le violenze. Per questi motivi la frequenza delle denunce è molto alta e tante persone hanno il coraggio di denunciare le violenze, ritenendo lo stato intenzionato ad aiutarle e in grado di farlo.

L’Ambasciata è sempre disponibile a fornire informazioni sulla Svezia e a facilitare il contatto con esperti e istituzioni per avere un quadro completo del nostro paese.

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