L’alba del milkshake

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È notizia recente: poco dopo essere stato colpito da un milkshake, lanciato da un contestatore a Newcastle, Nigel Farage (il leader del partito per la Brexit) è stato addirittura costretto sul proprio autobus di partito per via dell’assedio di tre (tre) loschi figuri che maneggiavano “sospettosamente” altrettanti milkshake.

Può sembrare un caso ridicolo (nonché esilarante) e singolare, ma la verità è che Farage è solo l’ultimo di una lunga serie di politici attaccati tramite il lancio di generi alimentari. E nonostante la pratica di inzuppare i politici di destra con latticini e quant’altro appaia relativamente recente, ha una storia sorprendentemente lunga. Una storia che, prima di cercare di spiegarvi da cosa scaturisce l’efficacia di tale azione, terrei a raccontarvi.

La pratica venne riportata in auge da un 17enne australiano, poco dopo la terribile sparatoria di Christchurch, in nuova zelanda, dove un fanatico legato all’ultradestra massacrò decine di fedeli musulmani fuori da una moschea. Fraser Anning, un politico neofascista (aspettando chi venga a dirmi che in realtà è un neoprotoliberalconservatornazionalpopulista) conosciuto per i suoi commenti molto offensivi sulle minoranze, si permise di addossare, in pubblico, la colpa di quella sparatoria ai musulmani stessi, rei a suo dire di terrorizzare la popolazione neozelandese (che ricordiamo, in uno sfoggio di civiltà non indifferente si è raccolta attorno alle vittime e alla comunità musulmana del paese).

Fu durante un’intervista che il 17enne William “Eggboy” Connelly decise di fare la sua parte e spiaccicare un uovo in testa al senatore indipendente. Esso reagì colpendolo con calci e pugni mentre una guardia del corpo lo placcava a terrra (ricordiamo, un 17enne). Anche qui, chiunque non si chiamasse Fraser Anning ha preso le parti del ragazzo, soprattutto dopo aver visto la violenta e spropositata reazione della vittima. Sono stati raccolti oltre 60mila dollari per aiutare Connelly nelle spese legali – soldi che per suo volere verranno donati alle vittime della sparatoria di Christchurch.

Negli anni precedenti vi furono molti fenomeni simili, anche se mediaticamente meno importanti e ideologicamente meno rilevanti: da Cameron a Corbyn, passando dal cancelliere tedesco Kohl. La pratica di lanciare uova, genere alimentare comunissimo e oltremodo soddisfacente da lanciare, è appunto antica; cronache dell’era vittoriana parlano del lancio di uova verso politici o uomini di Stato come una cosa relativamente comune.

Ma come si è arrivati ai milkshake, nuovo simbolo della lotta dal basso contro le destre? Dobbiamo ringraziare Danyaal Mahmud, un 23enne cittadino britannico di origini indiane (ricordiamo, l’India fu fino a una manciata di decenni fa una colonia inglese). Danyaal stava discutendo con Stephen Yaxley-Lennon, un’attivista d’ultradestra candidato alle Europee intento a farsi filmare per strada mentre andava a “caccia” di minoranze armato di microfono ed entourage con lo scopo di mostrarne chissà quale colpa. Offeso dall’atteggiamento razzista e burlesco di Yaxley-Lennon, Danyaal fece ciò che ognuno di noi avrebbe voluto facesse: rovesciò la sua bevanda a base di latte in faccia al politico, che, anche in questo caso, reagì con una violenza decisamente spropositata. Yaxley-Lennon sarà vittima di un “attacco” simile nella stessa giornata, dato che il video del primo incidente era già diventato virale nell’arco di poche ore. Altra vittima fu Carl Benjamin, membro del partito per l’indipendenza britannica, colpito quattro volte dopo uno scandalo in cui augurò di essere stuprata, su Twitter, ad un’avvocata laburista. in pochissimo tempo la pratica è salita alla ribalta di internet, sotto l’egida dell’hashtag #SplashTheFash (inzuppa il fascio).

Ma perché la cosa funziona così bene? Kevin Featherstone, un professore di politica europea a Londra, ha la sua ipotesi.

“Il recipiente e il suo contenuto sono ridicoli, e vanno a smontare l’aura di questi politici” dice Featherstone. “Essi vogliono essere percepiti come guerrieri, come eroi della razza bianca, come generali. Ricoprirli di appiccicose bevande al latte è un modo perfetto per ridicolizzarli senza arrecare danno e per mostrare tutta l’infantile e violenta rabbia di cui sono colmi”.

Benjamin Franks, un professore di filosofia sociopolitica all’università di Glasgow, tira addirittura in ballo simbologie più oscure.

“Alcuni gruppi suprematisti usano il latte come simbolo, essendo esso bianco, puro e essenziale per la crescita di un bambino sano” sostiene “il milkshaking (l’atto di lanciare un milkshake a qualcuno) trasforma questo simbolo in una contestazione, infuriando chiunque vi avesse attribuito un significato serio e minaccioso.”

Insomma, la scienza supporta il lancio di milkshakes ai politici. Intanto, tra le potenziali vittime la paranoia cresce: Farage si è fatto scappare una sfuriata verso le sue guardie del corpo, e ha richiesto che le autorità proibissero a Mcdonald’s di vendere milkshakes durante le visite sue o di membri del suo partito. richiesta alla quale la catena rivale Burger King ha risposto con un tweet in cui annunciavano gioiosamente che loro li avrebbero venduti ugualmente, concludendo con un enigmatico “Have fun” (Divertitevi).

Non era certo quello che ci si aspettava dopo la rapida ascesa dell’hashtag #MakeFascistsAfraidAgain (fate che i fascisti abbiano ancora paura, modellato sullo slogan “Make America great again” usato da Donald Trump), ma devo in tutta onestà dire che sono decisamente soddisfatto.

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