Le merci irrazionali

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Ogni giorno in Germania ci sono mediamente 4200 km di code. Il principale motivo è che il 76% delle merci è trasportato su gomma con un 30% di Tir che circolano vuoti. E si stima che nei prossimi 5 anni il numero di autocarri in circolazione aumenterà di un ulteriore 40%. Nel 2017 sono state trasportate 666 tonnellate di merci per chilometro di strada.

Si tratta evidentemente di un’evoluzione in controtendenza rispetto ai progetti europei che vorrebbero incrementare il trasporto ferroviario e, soprattutto, ridurre l’inquinamento. Come mai? Le cause sono multiple.

Negli anni ’80 del secolo scorso, il successo di Toyota ha mostrato il vantaggio del sistema di produzione “just in time”, vale a dire la produzione in tempo reale e l’eliminazione del magazzino (e dunque dei costi relativi). Tuttavia, se Toyota ha costruito il suo modello all’interno di Toyota City dove i subfornitori si trovano nel raggio di pochi chilometri, in Europa le cose si sono rilevate molto più complicate perché spesso i subfornitori si trovano molto distanti dallo stabilimento di assemblaggio.

La necessaria flessibilità del sistema è quindi stata garantita dal trasporto su gomma arrivando a situazioni in cui una vettura (o parti di essa) possono attraversare i confini nazionali più volte prima di arrivare all’acquirente. Il modello della produzione in tempo reale si è poi esteso anche ad altri settori e ad altri vettori come ad esempio nel trasporto di merci via aereo. In questo settore le principali compagnie aeree hanno definito un hub principale europeo dal quale poi smistano la merce su gomma. Questa strategia costa ai cittadini miliardi ogni anno in manutenzione della rete stradale oltre a quelli legati all’inquinamento.

Il secondo motivo è che i costi di trasporto invece di aumentare scendono, grazie a una migliore efficienza tecnologica ma soprattutto perché i principali trasportatori europei ricorrono a conducenti provenienti dall’est europeo i cui salari sono attorno ai 500 euro al mese. I costi del trasporto su gomma sono quindi inferiori a quelli su rotaia (oltre ad essere più flessibile, quando non è bloccato nelle code).

Il terzo motivo è che anche il consumatore vuole tutto e subito. Il bel documentario di ArteTv (dal quale sono tratti questi dati) mostra l’esempio di Amazon, che ha un grande centro di smistamento in Polonia, dal quale spesso partono Tir di 40 tonnellate con un piccolo pacchettino perché al cliente è stato promesso (spesso senza che lo richiedesse esplicitamente) che la merce sarebbe stata consegnata nel giro di 24 ore.

Il quarto motivo, evidentemente il più importante, è che le lobby dei trasportatori sono molto forti e massicciamente presenti sia a livello nazionale che continentale. Solo a Bruxelles occupano centinaia di persone a tempo pieno. Inoltre, la forza del settore automobilistico in Paesi come Germania, Francia – ma in realtà in quasi tutto il continente grazie alla diffusione capillare dei subfornitori – fa sì che diventi quasi impossibile rimettere in discussione un modello che ha garantito crescita e benessere per decenni.

Interessante è che all’ultima fiera internazionali dei mezzi di trasporto pesanti di Hannover i costruttori tedeschi (ed europei) hanno presentato nuovi motori a diesel, mentre i cinesi sono arrivati con bus e Tir elettrici, non prototipi ma veicoli già in commercio tant’è che Flexibus ha iniziato a mettere in circolazione in Francia i primi modelli.

Tuttavia in Europa esiste un’eccezione: la Svizzera, dove il 37% delle merci è trasportata su rotaie. Il motivo di questa controtendenza è che noi abbiamo puntato già anni fa su questa soluzione anche grazie all’iniziativa delle Alpi. Nonostante non sia mai stata pienamente rispettata ha comunque costretto la politica ad operare in questa direzione con risultati soddisfacenti.

Un ulteriore sviluppo del traffico merci richiede però una pianificazione a livello svizzero ed europeo (comunque nei piani UE per il 2030 e 2050) ma probabilmente un aiuto concreto non potrà che arrivare da un’impennata dei costi del carburante e da una modifica del nostro modello di sviluppo. In fondo, il trasporto su gomma, non è null’altro che l’esempio della predominanza dell’insensato sul razionale.

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