Manda al padre il video della violenza

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C’è di peggio di uno stupro? Certo. C’è sempre di peggio. L’articolo di ieri sui due ceffi di CasaPound, che nel Viterbese avevano violentato una trentaseienne, avrebbe anche dovuto essere un epilogo (leggi qui) . Ma nuove rivelazioni rendono ancora più abietto quel crimine.

Cosa c’è di peggio che essere presa a pugni in faccia e violentata? Beh, se ti fanno dei video e delle foto mentre violano il tuo corpo per esempio. E che bestemmino, i due cani, perché la luce non è giusta, non si vede bene quello che fanno, e allora nell’audio bestemmiano.

Cosa c’è di peggio? Che poi i due cani condividano in una chat con amici e parenti la loro prodezza. Sì, avete sentito: amici e parenti.

Cosa c’è di peggio? Che in quella chat ci sia il padre di uno dei due cani e che consigli al figlio di cancellare subito il video e di resettare il telefonino. Nessuno che dica: Mio Dio, ma cosa avete fatto? Solo la preoccupazione che il video possa incriminarli. Non una parola sui filmati, ritenuti “raccapriccianti” dalla procura, ma la preoccupazione per ’sti figli, che insomma, sono un po’ fessi ma bravi ragazzi. E allora papà, che è in quella chat di merda e non dovrebbe esserci, consiglia al figlio, Riccardo Licci, di cancellare subito il video.

Padre a parte, se tu hai una chat con amici e parenti che assistono a questo tipo di schifezze, vuole dire che sai che quelle schifezze le puoi postare perché non ci sarà condanna. Significa che quel mucchio di bestie è comunque complice con te, perché hai la certezza che non parleranno.

Licci è un imbecille, questo è acclarato. L’altro cane, Chiricozzi, i video li aveva già rimossi. A nulla sono servite le indicazioni di babbino suo. E ora i due sono inchiodati non dalla testimonianza della donna, ma dagli stessi video che, come ricordi di viaggio, si sono tenuti sul telefono, perché è impensabile non immortalare i momenti belli, no?

Come quando vai a Parigi e ti fotografi con la Torre Eiffel. Vorrai mica violentare una a pugni e poi neanche vantarti con amici e parenti, no? Vuoi che babbino tuo sia fiero di quello che ti ha insegnato.

Questo è il substrato di marciume in cui si sono mossi e sono cresciuti questi due cani dell’estrema destra, una cultura che fa della donna un parco divertimenti neanche da tutelare tanto. Quei luna park dove ti diverti a fare vandalismi, a staccare i manicotti di sicurezza e a sfregiare col coltello la vernice brillante delle giostre.

Comprendere come in famiglia si possano condividere certe mostruosità, la dice lunga su con che tipo di gentaglia abbiamo a che fare. Queste persone votano, vengono elette (come Chiricozzi) e raccolgono anche il plauso di una frangia della popolazione che, probabilmente, ha una scala di valori che farebbe impallidire i briganti dell’Aspromonte.

Non ci deve essere comprensione e pietà per questa gente, che perseguita Rom e immigrati, che pesta e violenta, farabutti che non dovrebbero nemmeno avere la cittadinanza, altro che immigrati. Gente che si era lamentata per la “censura” di Facebook alle loro idee malate (leggi qui) le loro idee mascherate, sotto cui giace come un verme parassita il nazifascismo (leggi qui)

Oggi non è giorno di pietà. Magari lo sarà domani di giustizia ed equità, perché questi sono invece i valori delle “nostre” famiglie. Oggi è giorno di rabbia e furore. Perché non ci può essere remissione immediata e anche noi siamo esseri umani imperfetti e vorremmo essere noi a prendere a pugni loro. Ma non lo faremo. Questa è la differenza.

Semplice, facile, dolorosa.

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