Marcello Foa, Salvini e il Rolex di Fazio

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La voce cattolica in Rai non è abbastanza rappresentata. Bisogna perciò incrementare la presenza di giornalisti e opinionisti di quella parrocchia. È un Marcello Foa in grande spolvero quello visto e sentito al “Festival della Tv e dei New Media” che annualmente si tiene in un paesino della provincia di Cuneo. Non ha lesinato sui commenti. Neppure attaccando colui che è diventato il nemico pubblico numero uno della RAI, ora nel mirino anche del suo presidente.

“Il compenso di cui beneficia Fabio Fazio – ha dichiarato Foa – è molto elevato, al di sopra di qualunque altra valutazione di merito che può essere fatta rispetto agli ascolti che fa. Nella Rai del cambiamento che vuole essere anche rispettosa del canone pubblico è chiaro che per quanto vincolato da un contratto che la Rai naturalmente deve rispettare si pone un problema di opportunità.”

Un commento che pare scritto dalla stessa penna, dallo stesso autore delle sparate di Salvini che, a chilometri di distanza dal festival, tra un comizio, un selfie e un’abbuffata di arancini ha detto: “Sono contento di essere qui invece che in diretta da Fabio Fazio, uno dei classici comunisti col Rolex e milioni di stipendio. Mi piacerebbe che la Rai tagliasse questi stipendi milionari, insulto a chi lavora veramente.”

Tra questi, fra i lavoratori, però, stando a quel che scriveva qualche settimana fa Michela Murgia in un post di facebook poi diventato virale (leggi qui) non dovrebbe esserci il buon Matteo. E il vero nocciolo della questione semmai è un altro. È, per quanto sia possibile farlo, bastonare Fabio Fazio che, dal suo fortino televisivo, continua a dar voce a ospiti troppo spesso critici nei confronti del Ministro degli interni. Primo fra tutti, Roberto Saviano.

Marcello Foa e Matteo Salvini. Il gatto e la volpe. Il braccio armato e il mandante di un modo di fare che passa attraverso il discredito o peggio l’intimidazione nei confronti di chi esprime il proprio dissenso o ha una parola contraria rispetto a quella di chi siede in Governo. Non che sia una novità, ci mancherebbe, ma sentire l’ex amministratore delegato del gruppo Corriere del Ticino parlare di televisione, manco fosse Marshall McLuhan, fa sempre un certo effetto.

Questa è la Rai del cambiamento – ribadisce Marcellone detto “Er Bufala” – e “Che tempo che fa” è una trasmissione che va in onda dal 2003, sono 16 anni. È un format che non ha più quella carica innovativa che forse aveva all’inizio. Questo dovrebbe farci riflettere.” Nessuna riflessione invece sul cumulo di spazzatura che quotidianamente il servizio pubblico di cui è presidente produce scimmiottando le reti berlusconiane dove, tanto per farne una questione d’età, “C’è posta per te” di Maria De Filippi di anni ne ha ben 19 e “Forum”, il processo tivù inscenato da comparse, addirittura 34. Allora, caro Foa, il tuo problema forse non è il format, ma casomai Fazio. No?

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