Olanda: i nazionalisti arretrano

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L’Olanda non è certo la cartina tornasole dell’Europa, e ogni Paese ha dinamiche a sé stanti che faranno ottenere risultati diversi. Gli exit pool dei Paesi Bassi danno però in forte calo il PVV di Geert Wilders.

Il partito ultranazionalista di Wilders, molti di voi se lo ricorderanno come quel tizio biondissimo e occhi azzurri, un prototipo di ariano talmente perfetto da fare la gioia di Himmler, passa da 4 seggi ad appena uno.

Wilders, lo avevamo visto recentemente alla manifestazione di Milano, quella dove Salvini ha snocciolato Santi e Madonne col rosario in mano. Era insieme all’accozzaglia nazionalista e sovranista con Salvini, appunto, Marine Le Pen e tanti altri simpatici personaggi digrignanti e pronti a erigere muri intorno alle proprie nazioni.

Come si possa parlare di alleanze tra questa gente è un mistero, visto che l’unico progetto comune e non divisivo è solo smantellare l’Europa, come diceva l’ex primo ministro Mario Monti, e una volta svolto questo compito ai sovranisti restano solo i muri dai quali guardarsi in cagnesco.

A essere onesti, a rilevare i tre seggi di Wilders c’è un nuovo partito euroscettico, il Forum per la Democrazia, che non esisteva alle passate europee, dunque se il fronte anti-europeista non cala nel suo globale, è anche vero che non si è assistito a una crescita potente come magari alcuni si aspettavano.

Stessa cosa per la sinistra, dove guadagnano un seggio i Verdi a scapito dei socialisti.

L’unico vero dato interessante, in votazioni che storicamente non smuovono le masse, è l’affluenza al voto, che se agli scrutini passati si attestava tra il 32 e il 33%, è arrivata ieri in Olanda al 42%. Segno che sicuramente quest’anno, molti elettori hanno rilevato l’importanza di una votazione che deciderà il futuro dell’Europa. Attendiamo di avere i risultati degli altri Paesi nel fine settimana, per poter valutare l’assetto globale.

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