Rosso o verde per i semafori?

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Ma chi spende tutti sti soldi per dei semafori? Qualcosa non quadra nella massiccia propaganda che sembra voler forzare i cittadini ad accettare i semafori sulla Camorino-Locarno

Perché oddio, ci sta che, per esempio, se vuoi abolire gli yoghurt, la lobby dei latticini si attivi su tutto il territorio con la sua rete capillare. Oppure che se fai un referendum contro le assicurazioni che coprono i danni delle martore, hai il plauso e il sostegno del Gruppo Nazionale e Associazione Faine (GNAF).

Più difficile è capire da dove vengano i soldi per la campagna pro semafori, anche perché i lavori in se stessi ammonterebbero a poco più di tre milioni di franchi.

Vero che non sono bruscolini, ma non è nemmeno l’appalto del secolo. Certo che se tu costruisci semafori e hai magari una specie di monopolio e quasi la certezza di avere il lavoro, magari un qualche biglietto da mille lo metti sul tavolo.

Comunque va bene la viabilità, ma io che sono per esempio contrario, non ci metto comunque un copeco per ‘sta votazione qua. Al limite i soldi li regalo a Emergency o a Greenpeace che sono meglio spesi.

Penso, infatti, che mettere i semafori sulla tirata Camorino-Locarno sia una pessima idea, soprattutto per i poveracci dei paesi confinanti e per chi scende dalla vecchia strada del Ceneri e che si trova già invariabilmente bloccato a certi orari dal serpentone che va verso il locarnese.

Non ne faccio comunque un caso di vita o di morte, convinto che i problemi seri sono altri. Il mio cuore s’infervora piuttosto per i premi di cassa malati o per i migranti cacciati a calci nel sedere. Lascia però perplessi sapere che l’USTRA* non ci ha messo il becco in questo studio, e siccome il Ticino già qualche castroneria l’ha fatta a livello pianificatorio e viario (basti vedere il disgraziatissimo piano viario del luganese) qualche dubbio è più che lecito.

Intanto mi tengo i miei dubbi sui finanziamenti pro semafori e sono cosciente di una cosa: non saranno né i semafori né le rotonde a risolvere un problema decennale di traffico, la nuova strada parzialmente interrata invece sì. Peccato che con i tempi biblici della politica, saranno probabilmente solo i nostri nipoti a vederla terminata, che tra ricorsi, referendum, votazioni, progetti e controprogetti, sono passati almeno dieci anni e non è ancora nemmeno stato scavato un pozzetto d’ispezione.

Insomma, mettetevi il cuore in pace, con i semafori o senza, sul piano sarà sempre un ingorgo, un gorgo o un maleström, perché se alla fine di un corso d’acqua c’è un imbuto, non ci sono corsie che tengano. Di lì devi passare e di lì passi.

*USTRA: Ufficio Federale delle Strade

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