Salvini perde colpi sui social

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Un fenomeno interessante, da tenere monitorato, riguarda il Ministro Salvini e l’uso spregiudicato che fa dei social e della tecnologia. Si dava per stravincente e irraggiungibile, dominatore del web, invece qualcosa sta cambiando.

L’appiattimento globale sulle solite tematiche e le immagini dove s’abbuffa di bolognese o porchetta di Ariccia, che sembrano funzionare, non si traducono però, a quanto pare, in reale engagement, e cioè coinvolgimento degli utenti, che seguono il “Capitano” con canina fedeltà ma quasi in automatico. Diversa la sinistra invece, dove la sensazione di rivalsa e l’astio nei confronti degli atteggiamenti fascistoidi di Salvini, creano effettivamente più coinvolgimento.

Se in Facebook, Salvini è ancora saldo in sella, nonostante la marea di profili falsi o inerti che lo seguono, su twitter comincia a segnare il passo, soprattutto nei confronti di Laura Boldrini, uno dei bersagli preferiti del ministro degli interni, che ora vive di propaganda. Infatti, la sua presenza al Viminale è del 30% circa, mentre quella in parlamento crolla a un vergognoso 2%.

Ma torniamo alla Boldrini e alla sfida social tra i due, dove Salvini si vede spesso sconfitto se non subissato. In numerosi post dove attaccava l’ex presidente della camera, il ministro si è trovato a dovere fare i conti con delle reazioni che l’hanno messo all’angolo. Solo nell’ultimo tweet, dal balcone del Municipio di  Forlì, dove attaccava la Boldrini, Salvini si è visto replicare:

“Invece di occuparti di me pensa alla sicurezza delle persone visto che a Napoli si spara per strada e a Viterbo un commerciante è stato ucciso a sprangate”.Inserire print screen tweet boldrini

Risultato? 1500 like per Salvini e 285 retweet, contro i 21’000 like della Boldrini e 5’500 retweet. A livello social un vero massacro. E non è un caso, sono almeno altri quattro o cinque i casi eclatanti, dove le risposte della Boldrini hanno dato cappotto a felpa pig, come viene goliardicamente apostrofato il ministro, a causa della mania compulsiva di cambiare felpe e magliette di  polizia, pompieri, carabinieri o protezione civile.

Un altro fattore sta diventando interessante, Salvini che si fa sempre e dovunque foto e selfie con amici e simpatizzanti. Ultimamente sta diventando quasi uno sport da parte dei suoi oppositori trollarlo in quelle situazioni, ovvero, fingere di essere sostenitori e poi all’ultimo momento esternare le proprie vere intenzioni, come quello di due ragazze lesbiche, che all’ultimo momento si sono baciate accanto al ministro, oppure quello della ragazza che una volta abbracciata a Salvini gli ha detto: “adesso non siamo più terroni di merda?” O ancora il ragazzo che finge di abbracciarlo e allo scatto chiede: dove sono i 49 milioni? (riferendosi ai fondi della lega usati per scopi propri da Bossi e compagnia).

Insomma, la tecnologia dei social è un’arma a doppio taglio e l’umore della gente è ondivago, ma soprattutto, quuando i tuoi avversari cominciano a capire come funziona il tutto, diventano più pericolosi. Perché i social li possono usare pure loro, e hanno, sul lungo termine un vantaggio reale: i contenuti.

Vendere aria fritta funziona infatti sul breve termine, in una maratona invece non contano le sbruffonate, ma la concentrazione, la serietà, l’allenamento.

Salvini è un bravo scattista, ma risente fortemente delle distanze lunghe. Il suo affanno si comincia a percepire, anche se il suo crollo è ancora lontano, perché sui social in effetti, i buoni contenuti vengono sempre premiati e  non si può dirigere un paese, postando solo immagini di quando ci si abbuffa.

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