Smettiamola di chiamarli sovranisti

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Chi sono Orban, Salvini, Trump, Le Pen e Wilders? Sono dei sovranisti. Dei politici veri, che hanno a cuore più il loro paese, i loro cittadini, che non interessi ed istituzioni supranazionali od il bene comune.

Invece no. Sono semplicemente dei populisti.

Chiamarli sovranisti significa legittimare, nobilitare quasi, le loro azioni ed i loro pensieri. Il sovranismo può essere inteso come una dottrina politica, quindi come un qualche cosa di dotto, articolato, fors’anche profondo.

Ma ditemi voi che cosa c’è di profondo in uno slogan “Basta Buonisti, Burocrati, Banchieri, Barconi” (e, badate bene, è forse una delle frasi più soft ed eleganti di Matteo Salvini)? Orban dal canto suo si è distinto per un encomiabile pacchetto di violazioni di diritti fondamentali: l’indipendenza della giustizia, il controllo dei media, la libertà accademica e i diritti sociali sono ormai una chimera in Ungheria. E Di Maio, che per conquistare il potere, andava a dire che “al primo Consiglio dei ministri dimezziamo stipendi ai deputati e 30 miliardi di sprechi: bastano 20 minuti”?

Wilders è meno sottile, definendo il profeta Mohammed un barbaro, assassino di massa e pedofilo e chiamando l’Islam un’ideologia fascista, violenta, pericolosa e ritardata.

Di Trump non parliamo (meglio): lui, si, forse crede davvero che protezionismo e unilateralismo siano nell’interesse degli Stati Uniti; peccato che non abbia capito che il mondo è ormai interconnesso e globalizzato e che le guerre commerciali non hanno mai dato buoni frutti.

In che misura questi raffinati interventi sono riallacciabili ad una sedicente dottrina politica? No, tutti, senza eccezione, sono dei demagoghi, che mirano, in modo razionale e pianificato, a sollecitare le viscere di quella parte della popolazione che sta male, che teme per il proprio lavoro, per il proprio futuro, adittando banalmente colpevoli facili o invocando rimedi inesistenti per carpire i loro voti. E, che per mantenere il potere, sono pronti ad ingannare il loro elettorato ad oltranza, rovinando nel contempo i propri paesi e deligittimando la democrazia, forse il bene più prezioso che le nostre società sono faticosamente riuscite a conquistare nel corso degli anni.

Per piacere, non chiamamoli (più) sovranisti.

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