Sono i topi, il verme della Grande Mela

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New York è invasa dai topi. Sorci, ratti, pantegane, chiamateli come vi pare, la questione non cambia. A occuparsene in un suo articolo è stato perfino il New York Times. Malgrado i molti tentativi e le strategie finora messe in atto per arginarne la crescita esponenziale, la città non è riuscita a sterminare, ma neppure a ridurre significativamente, la popolazione di roditori che proliferano indisturbati nel sottosuolo della metropoli. Anzi, stando a quel che scrive il più importante quotidiano della Grande Mela, i topi stanno per prendersi il controllo dell’intera città.

Se ne contano ormai così tanti che, camminando per le vie di Brooklyn, sono le persone a doverli evitare e non il contrario. Insomma se, a inizio Novecento, ad essere considerati e raffigurati come ratti erano gli italiani, gli irlandesi o gli ebrei, rei di sbarcare in massa a Ellis Island, oggi a seminare preoccupazione tra le autorità e un certo panico tra la popolazione dei quartieri più colpiti dal fenomeno sono proprio i grigi roditori che, nella città più europea d’oltreoceano, hanno trovato il proprio Bengodi. Ciambelle, barrette al cioccolato, maionese e cetriolini sono diventati il loro cibo quotidiano preferito.

Perché tra le cause principali di questa sgradita presenza c’è la varietà e l’abbondanza di avanzi alimentari presenti nei rifiuti cittadini come, per esempio, capita a Manhattan dove si trovano alcuni dei locali più gettonati da chi vuole mangiare bene. C’è poi il fenomeno della gentrificazione, con lo svuotamento di alcuni quartieri popolari che vedono sorgere nuove abitazioni di lusso. I lavori di scavo per la costruzioni di questi edifici finiscono per distruggere le loro tane, facendo emergere i topi in superficie. Infine, anche il fatto che da qualche tempo gli inverni siano decisamente più miti ha contribuito a rendere loro la vita più facile.

Stimare quanti siano i ratti newyorkesi non è facile, ma dal 2014 al 2018, le segnalazioni giunte alle autorità cittadine sono aumentate quasi del 40% passando da 12.617 a 17.353. Nello stesso periodo, il numero di volte in cui gli ispettori sanitari hanno trovato indizi della loro presenza, è praticamente raddoppiato. Ecco perché le prospettive per il futuro sembrano tutt’altro che rosee. Due anni fa, un’infezione batterica provocata dall’urina di topo, costò la vita a un abitante del Bronx, e un’emergenza sanitaria legata al rischio infezioni che comporta la presenza di topi a stretto contatto con l’uomo, si fa sempre più probabile.

Per New York, l’unica magra consolazione è di essere in buona compagnia. Non è l’unica grande città d’America ad aver problemi di ratti in crescita esponenziale. Chicago ha raddoppiato il personale impiegato nel combatterli spargendo veleno in ogni dove. E anche al di fuori degli Stati Uniti i sorci ormai ballano a prescindere da quanti gatti ci siano a tiro. Londra, Parigi, Roma e solo per rimanere nella vecchia Europa sono assediate e in continua lotta con chi sa adattarsi e sopravvivere, a dispetto dell’uomo e delle sue città.

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