St. Moritz: voto agli stranieri?

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Gironzolando sul web una notizia si fa notare, anche perché è una di quelle questioni che creano polemica da sempre: “St. Moritz verso il diritto di voto agli stranieri”.

Sono quelle notizie che all’UDC fanno venire l’orticaria e invece strappano un sorriso a sinistra. Perché c’è chi crede che l’integrazione passi anche attraverso queste cose, non grazie al voto indiscriminato a tutti ovviamente, ma all’importanza che viene data a chi, magari da anni, vive sul territorio di un comune, paga le tasse ed è interessato alla vita politica.

Vi garantisco che sono pochi. Perché sono pochi anche gli svizzeri che si interessano seriamente alla cosa pubblica.

Cancellatevi comunque quel sorriso dalla faccia, e dormano sonni tranquilli quelli della destra. Qui essere stranieri conta relativamente, questo agire del villaggio di St. Moritz è semplicemente l’ennesimo zerbino steso a gente il cui reddito pro-capite è assimilabile al PIL di un piccolo paese africano. Alzino la mano quanti di voi hanno una casa o un appartamento a St. Moritz. Quanti? Ecco, appunto.

Dunque leggere che (da TIO) : “La località engadinese ha deciso di aprire la stanza dei bottoni agli stranieri”, come se si fosse svenduta al nemico, è un po’ ridicolo. St. Moritz, come Ascona e altre località svizzere, le braghe le ha calate molto tempo fa, lo ha fatto soprattutto coi ricchi svizzeri e stranieri. Se l’idea dovesse passare, quello per cui voteranno i cresi adottivi d’Engadina, sarà la pavimentazione della piscina pubblica o se allargare ai privati il servizio di spazzaneve.

Nessun stravolgimento, nessun guizzo di empatia verso un mondo migliore e più inclusivo ma, sicuramente, un tentativo di coinvolgere maggiormente e di conseguenza fidelizzare un turismo di riccastri che potrebbero scegliere domani di farsi la casetta sulle montagne del Colorado.

“Molti stranieri che risiedono a St. Moritz sono legati al paese come tutti gli altri abitanti. Eppure loro non hanno voce in capitolo. Per me era già chiaro da lungo tempo che la situazione deve cambiare.” Scrive sempre su TIO il sindaco Christian Jott Jenny. Anche da noi c’è gente che non ha voce in capitolo, la differenza è che non hanno gli sci ai piedi e il cappellino di visone finlandese.

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