A Lugano l’ombra del Rasputin di Putin

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Oggi alle 17.00, all’Hotel Pestalozzi, si terrà una conferenza che avrà come ospite principale Alexandr Dugin. Sulla serata, le ombre del neonazismo e del fascismo eversivo. (leggi qui)

Che Lugano stia diventando una delle sedi che vedono questi personaggi fare i loro tour per l’Europa? Sembrerebbe di sì. La città ceresiana ormai, grazie anche alla compiacenza di certi ambienti della destra economica, sembra sempre più entrare nella sfera d’influenza del sovranismo antieuropeo. All’inizio ci fu Marcello Foa, attuale presidente Rai, sponsorizzato da Tito Tettamanti, che cominciò a fare deviare la linea editoriale del Corriere del Ticino, le cui amicizie con Salvini poi gli valsero, appunto, la poltrona come direttore RAI (leggi qui). Fu poi lo stesso Tettamanti a portare qui in Ticino Steve Bannon, quando intesseva legami con le destre sovraniste europee. Oggi, è il sovranismo russo putiniano, che ha tutti gli interessi a sfasciare i legami tra Paesi europei, a tenere banco all’Hotel Pestalozzi, con una conferenza dal titolo:

“Il nuovo mondo multipolare, quali scenari per la Svizzera”

È importante capire chi è Aleksandr Dugin: sovranista russo legato ai movimenti neofascisti, una specie di Rasputin moderno. Ritenuto l’ideologo di Putin, come Bannon lo è stato di Trump, Dugin ha un approccio profetico agli eventi che avvengono sulla terra russa, è insomma uno squinternato sovranista complottardo che ha raccolto pezzi di altre teorie in circolazione costruendone una sua. Dugin in Europa gravita intorno ai circoli di estrema destra, in Italia infatti nel suo tour è stato affiancato a ideologi e relatori come Diego Fusaro e Adriano Scianca, responsabile culturale del movimento di estrema destra Casapound.

Ma c’è di più, tra i relatori e organizzatori della serata, c’è Daniele Bertello di REuropa, un’associazione legata a doppio filo a Maurizio Murelli, condannato per l’omicidio di un poliziotto durante gli anni del terrorismo eversivo. La cosa è plateale, perché Murelli è amico di vecchia data di Aleksandr Dugin dai tempi degli anni di piombo.

E tra i promotori troviamo l’associazione Fratria, un’associazione dall’evocativo logo che rappresenta un albero con le radici rivoltate, un’associazione che si prefigge, come in questo caso di: “contribuire all’arricchimento del panorama culturale in Ticino (…) che suscitino dibattito, impongano riflessioni, suggeriscano progetti oltre gli steccati politicamente corretti. Per questo motivo ha invitato due personaggi come Dugin e Micalizzi: uomini lontani dalla vulgata mainstream…”

Cosa curiosa, Fratria risulta iscritta al registro di commercio solo dal maggio di quest’anno e tra i membri registrati c’è, come vice presidente, Roger Etter, ex membro di punta dell’UDC e in passato condannato per tentato omicidio nei confronti di un suo cliente e amico. Etter ai tempi, aveva simpatie filonaziste anche storiche con riferimento al Sole Nero, un’élite delle SS legata ad ambienti esoterici. E cosa c’è tra gli scopi dell’associazione Fratria? La promozione di: “…aspetti socio-economici, ambientali, di salute pubblica, politici ed esoterici.”

Ma non è finita qui, dal registro di commercio Fratria, stranamente, risulta possa essere finanziata anche da sussidi o proventi derivanti da nazioni straniere e dalla Comunità Europea, una cosa non proprio usuale in una ragione sociale.

Che alla riunione partecipino persone come Alberto Micalizzi, economista, definito dal “Foglio”, il Bernard Madoff* del sovranismo finanziario, condannato nel 2014 a Milano a sei anni per truffa e Alessandro Sansoni, il giornalista di Cultura e Identità, una rivista online nazionalista, non stupisce.

Ci domandiamo seriamente invece se il Credit Suisse e in particolare Patrizia Pesenti, vicepresidente della banca in Svizzera, sia al corrente della partecipazione alla serata di Michael O’Sullivan, CIO/IWM del Credit Suisse, appunto. Ci domandiamo inoltre come mai l’Università di Messina abbia negato a Dugin la possibilità di tenere una sua conferenza nei locali dell’ateneo, esprimendo “perplessità esposte da numerosi docenti per le controverse posizioni ideologiche del relatore”.

Noi di certo non ci fermiamo qui. L’intreccio in Ticino tra sovranismo, destra economica e ambienti nazionalisti e simpatizzanti di fascismo e nazismo è troppo forte.

* Bernard Madoff: banchiere condannato per una delle più grandi frodi finanziarie di tutti i tempi legata ai mutui subprime.

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