Alla sfilata della solidarietà femminile metti “mi piace”

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Venerdì era il 14 di giugno. La giornata, in Svizzera, passerà alla storia come quella delle 500.000 donne e più che hanno scelto di scendere in piazza e scioperare. Insomma, è stato un vero successo che ci dà forza e un briciolo di speranza per il futuro. Anche se c’era chi alla vigilia scriveva:

Il 14 giugno è alle porte e non si sa già più quale completino scegliere per andare a sfilare intanto che la colf del Bangladesh starà a casa quel giorno a cambiare pannolini, dare a lui le pantofole e preparare luculliani ranci speziati per la truppa. E’ straniera, ma la tratto bene, e poi non sono neanche un po’ razzista io, purché sgobbi a dovere. Me l’ha presentata quella mia cara amica milanese con la quale vado a sorseggiare il tè da Biffi in via Magenta, ogni qualvolta il mio shopping sfrenato in Via della Spiga me lo consente.

Riceve vitto e alloggio, così è sempre sul posto di lavoro e tra una faccenda e l’altra dà un’occhiata ai pargoli quando esco con le amiche, e poi – certo ha qualche ora d’aria, perché anche lei è un essere umano. Ed io a queste cose ci tengo. Sono per la parità dei diritti fra uomo e donna, ecco, non per forza fra donna e donna, però. Quindi tu sgobbi e io mi rilasso. Anch’io ho mille cose da fare. Più pari di così… Cosa volevi? La luna?

Insomma, un giorno come gli altri per lei, per me no, io sfilerò vestita di tutto punto fra le vie di Lugano e mi farò vedere come nessuno mi ha mai vista prima. Beata lei che sta a casa. Ricorda che sarò con le mie esclusivissime Louboutin in piazza anche per te, preferibilmente una senza sanpietrini. L’ ultimo modello. E non è proprio il caso che s’impiglino fra un cubo di granito e l’altro. Sento già che se dovesse accadere sarei disperata, ma l’opportunità di sfoggiare la mia ultima parure e far schiattare d’invidia le amiche, supera ogni avversità. Comunque speriamo che la marcia non sia troppo faticosa, non vorrei rovinare il tacco a spillo rivestito in daino degli stivaletti.

Sfilerò, anche se mi hanno detto che non sarà proprio una sfilata, ma un corteo. Chissenefrega. Non saprei dirvi esattamente la differenza ma io comunque me ne fotto, anche perché la classe non è acqua e quindi diamoci dentro! Sarò lì a solidarizzare con tutte quelle poverette che si ostinano a credere che puoi avere un lavoro per le tue capacità e non per un piccolo e legittimo momento di svago durante un colloquio di assunzione. Ancora non hai capito che se vai in televisione poco vestita e con un ruolo inesistente è soprattutto per darti una mano… forse anche sul sedere?

Ma, dai, è uno scherzo. Ridi! E poi cerca di vedere la parte positiva, forse se tutto va bene e hai fatto un buon provino riesci a fare l’ospite e raccontare la tua bella storia a BoroTalk. E poi dimmi che non sei fortunata. Cosa? I salari delle donne non sono uguali a quelli degli uomini? Non ci credo, la mia vicina di casa è professoressa di diritto e ha lo stesso identico stipendio di mio cugino netturbino, del ramo reietto della famiglia intendiamoci quindi non diciamo cose che non sappiamo e informiamoci prima di parlare.

E tutte le assenze ingiustificate che fanno le donne per la maternità dove le mettiamo? Qualcuno ha detto che “contribuiscono al mantenimento demografico e dovrebbero venir retribuite anche per questo”. Ma non diciamo cazzate che io ho passato la mia gravidanza a far la spola tra una Spa e un Centro benessere e so quanto sia faticoso e mica mi lamento o rivendico cose…

Sto sola e zitta a casina mia, con la colf i tappeti persiani e qualche collana Bulgari. Mica mi piango addosso io.

Altro che tutto sto casino tirato su da queste mezze lesbiche invasate del movimento #MeToo, con un vago retrogusto da inquisizione medievale che Dio ce ne scansi e liberi: ma vogliamo andare avanti o no? Siamo nel duemila e diciannove. E allora aggiornatevi e sappiate ci sono tanti di quei movimenti che ti possono servire molto di più… bodypump, step e zumba sono solo i primi che mi vengono in mente! Fate quello che vi viene chiesto senza fare tante storie e tutto filerà liscio come l’olio.

Dobbiamo manifestare per tutte quelle poverine che devono lavorare per vivere? E facciamolo, allora. Tanto a noi che ci costa, il lavoro lo abbiamo visto solo in cartolina e non era neanche tanto a fuoco l’immagine. Per una volta che abbiamo l’opportunità di sfoggiare le ultime parure e fare schiattare d’invidia le amiche, cocca vuoi che non approfittiamo dell’occasione? Sarebbe stupido.

Guardi che lo spirito non è proprio questo. Sarebbe di solidarietà e condivisione.

Ma, scusa, ti sembro forse una minus habens? Una due neuroni? Sarò solidale, certo, e condivisa anche sui social. Si ricordi di cliccare “Mi piace” quando mi vedrà su facebook. Sarà una bellissima sfilata! Già me lo sento. E le foto su Instagram lo confermeranno all’universo mondo!

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