Bambini a contratto

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La storia dei ‘Verdingkinder’, i bambini a contratto, sfruttati come schiavi in Svizzera per oltre un secolo

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Pensare che qualcuno possa decidere del destino di un bambino, scegliendo di mandarlo – con la forza – a lavorare nei campi perché considerato ‘di troppo’ ci sembra impossibile. Invece fu una prassi consueta durata più di 100 anni. E non si trattava di una pratica coloniale simile a quelle che abbiamo spesso trattato su questa pagina. Avveniva nella vicina Svizzera, tra il 1850 ed il 1970. È la storia dei Verdingkinder, i bambini a contratto.
All’industrializzazione dello stato elvetico seguì, come nel resto d’Europa, una rapida espansione delle città, con conseguente sovraffollamento. Fu così che i governi del paese diedero il via a questa pratica sconcertante nella sua brutalità: identificare le famiglie ‘inadatte’ al sostentamento dei propri figli al fine di prelevare questi ultimi e spedirli in campagna a lavorare i campi. I bambini venivano quindi portati nelle aeree rurali ed affidati a famiglie adottive che li facevano lavorare nei campi, partendo la mattina (presto) e finendo la sera (tardi). La giornata veniva completata dai frequenti maltrattamenti e dalle botte.
“All’epoca, era normale trattare così i bambini e la povertà era considerata un difetto da correggere con il duro lavoro quotidiano”, afferma Walter Zwahlen, che diventerà presidente di un’associazione dedita proprio alla memoria ed alla ricerca di giustizia per i bambini rubati. “Molti però si vergognano di quanto accaduto e non parlano, anche per non riaprire ferite ancora non completamente rimarginate”.
Viene da chiedersi quale sia la logica di uno stato che adotta una soluzione simile. Dove sia l’umanità, dove sia il desiderio di migliorare la vita di una comunità. Ed è da brividi pensare che i bambini a contratto vennero sfruttati fino al 1971, praticamente meno di cinquant’anni fa, quando nuove tecniche in campo agricolo resero ‘superfluo’ il loro utilizzo nei campi. Insomma, serviva solo una ragione di tipo economico per far terminare una pratica a dir poco disumana, e sulla quale la Svizzera ha taciuto fino al 2010, quando sono arrivate le prime scuse ufficiali da parte del governo rivolte a tutti i Verdingkinder, e quando allo stesso tempo le associazioni si sono attivate per ottenere un risarcimento per tutti i bambini. Un risarcimento che certo non potrà restituire alle vittime gli anni di infanzia rubati.

Dalla pagina Cannibali e Re

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