Bella Ciao è populista

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Il Mattino della Domenica diretto da Lorenzo Quadri, assenteista cronico pagato 230’000 franchi l’anno dai contribuenti, continua la sua crociata contro i docenti, insieme a Massimiliano Robbiani e ai soliti quattro disadattati.

Lo spunto questa volta giunge da una maestra elementare rea, secondo il solito redattore anonimo, di avere insegnato la canzoncina Bella Ciao ai propri allievi. Lo avrebbe fatto nella divertente versione che era stata pubblicata sui social durante il periodo delle manifestazioni pro-clima di maggio.

Il Mattino, nei suoi deliri si preoccupa per, cito testualmente “un inno ambientalista”, che passerebbe “dalla propaganda Ro$$a al populismo climatico”.

Detto da gente che col populismo farlocco ha fatto la propria fortuna elettorale (ora un po’ appannato a dire la verità) lascia il tempo che trova.

Poi il Mattino dovrebbe spiegarci il perché una canzone che rappresenta i partigiani, e cioè i patrioti che hanno lottato contro i nazifascisti forieri di una dittatura feroce e sanguinaria, gli dia così fastidio. Verrebbe il dubbio che questi anonimi (perché lo sono sempre) redattori tanto pronti a scrivere sul giornale domenicale mettendo alla berlina un docente ogni domenica, simpatizzino in realtà per la feccia che mise a ferro e fuoco l’Europa 80 anni fa.

Parliamo di una canzone che viene cantata anche dal presidente italiano Mattarella, che l’ha definita una canzone di tutti, un inno al patriottismo e alla libertà. Insomma, ‘sta libertà deve andare proprio indigesta ai nostri mattinieri redattori, che probabilmente le preferiscono la più etnica “Faccetta Nera”, un inno alla multiculturalità e alla fusione tra i popoli.

Comunque, la gente, Bella Ciao l’ha cantata durante la guerra ai fetentoni nazifascisti, l’ha continuata a cantare dopo e la canta ancora oggi dopo 80 anni. Non sarà il solito rincitrullito Zio Bill a cambiare le cose.

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