Borse di studio: paga con gli interessi

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Il raggiro orchestrato dal partito liberale è esattamente ciò che impedisce al discorso politico ticinese di svilupparsi. Ricapitolando, la nuova proposta arrivata dall’area borghese (da leggersi “Liberali e galoppini”), porta il prestito di studio a 20’000 franchi, con il 25% di essi che andranno restituiti. Circa 5’000 franchi di spesa per ogni studente di Master. in precedenza, il prestito ammontava a 16’000 franchi – solamente il 10% dei quali andava restituito, per un totale di 1’600 franchi. Prendendo atto che l’idea di portare la cifra a 20’000 non è certo un’idea liberale, essendo la loro politica determinata a risparmiare su di noi e non su chi di soldi ne ha, diventa evidente il motivo per cui non mi vergogno di definire raggiro, truffa e sotterfugio la manovra liberale.

La cifra di 20’000 franchi permette loro di potersi vantare di aver aumentato il fondo; cosa prontamente fatta e associata alla ben conosciuta pratica liberale di omettere i dati che effettivamente vanno a rendere il gioco proficuo per loro e i loro amici. Numerosi esponenti liberali nei social hanno già celebrato la vittoria, nessuno dei quali menzionando la percentuale di restituzione più che raddoppiata. Percentuale che, tra l’altro, rischia di salire fino a 33%, in linea con gli standad svizzeri, cosa per cui sono sicuro l’area borghese si mobiliterà a breve. Nell’era moderna tutti hanno diritto a sapere quali sono i veri interessi del partito liberale, che sembra aver dimenticato chissà dove il “radicale” nel suo nome.

Ricordiamo che l’istruzione accessibile era un valore essenziale per i liberali ticinesi del passato, ora, questi valori sono incentrati solo all’asservimento ad evasori fiscali esteri e grandi aziende interessate a spremere il frontalierato senza lasciare un centesimo in Ticino. Senza considerare l’obiettivo che ormai è ovvio: rendere il Ticino una terra in cui l’istruzione a lunga durata è un portale di classe, un modo per mantenere solo il ceto alto nelle alte posizioni della società, per assicurarsi che la plebaglia come noi non possa diventare troppo specializzata e (Dio non voglia) pretendere salari troppo alti.

Un sistema come negli USA, che porta milioni di studenti ad essere indebitati per decine di migliaia di dollari una volta finiti gli studi. Tutto ciò va letto tenendo a mente che l’area borghese si è battuta più volte, con ferocia, per bloccare qualsiasi iniziativa o progetto che permettesse di migliorare veramente la condizione economica del cittadino e del lavoratore. Salario minimo, 1:12 e quant’altro saranno sempre sacrificate sull’altare dell’economia, a quanto pare in disperata necessità di spremere qualche migliaio di franchi in più dalla prima speranza per il nostro futuro: gli studenti.

*candidato GISO al Consiglio Nazionale.

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