Caldo africano alle porte

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“Caldo africano alle porte”:

Interrogazione di M. Robbiani: “Il Governo era al corrente che importiamo caldo africano da più anni? Perché non ha agito? Non abbiamo forse abbastanza caldo nelle nostre latitudini?”

L. Quadri: “Sono ossessionato dallo slinguazzamento del klima-multi-kulti e dalla solita limonata col gelato al limon della Sinistra. Facciamo su un muro di cubi di ghiaccio, una Muraglia del Freddo tipica del nostro klima perché altrimenti, con ‘sto Caldo Africano in pantaloncini e fisico asciutto, loro limonano e io rimango come al solito senza limonata. Lo vado ripetendo a Berna ma la kasta dei poteri forti lib-lab dei ghiaccioli Rakete ha già deciso, ha calato le braghe e mettendosi in bermuda ha congelando la mia richiesta.”

P. Marchesi: “Prima il nostro caldo: il nostro caldo viene prima perché per prima cosa, prima, viene il caldo di casa nostra. Abbiamo già pronta la soluzione: faremo iscrivere nella nostra costituzione che prima viene il nostro caldo ed è garantito che funzionerà perché il nostro caldo viene prima. Mica viene dopo.”

A. Bühler: “Ancora una volta la Radiotelevisione pubblica dal canone più alto (1 franchetto e venti al giorno), invece di erogare acqua fresca come dovrebbe fare un canone ticinese, eroga una pseudo notizia che invita il caldo africano a passare la frontiera: ci troveremo così con camicie e panni sudati, asciugamani e ventilatori in ogni dove, senza contare l’invasione dei pinguini condizionatori e coni gelati italici”
G. Fonio: “Caldo Africano in arrivo, ma potrebbe essere anche più caldo ancora, o anche un pelo più fresco se fosse un caldo più nord africano, ma anche più umido o più secco. Direi di andarci cauti perché potrebbe fare ancora più caldo, ma anche meno e potrebbe essere anche mediamente caldo, o mediamente tiepido”

N. Gobbi: “Abbiamo previsto una speciale task-force che secondo le cifre che ho nel mio cassetto ferma almeno il 30% del Caldo Africano, ma la Confederazione dev’essere cosciente del nostro sforzo e inviarci dei Razzi Ghiaccioli-Armati supplementari. Sarà Africano, ma è un caldo che da noi giunge dall’Italia. Contesto il fatto che la temperatura scenda di notte: non è fatto di cui tenere conto perché isolato nella notte. Ne ho già parlato col console in Italia il quale mi ha assicurato che l’ondata continuerà, sarà insopportabile e dobbiamo prepararci a un’ondata di Caldo Africano che durerà almeno fino a novembre, dicembre. Poi ci sarà un’invasione di Freddo Siberiano e ne sto già discutendo con gli Ufficiali del Freggimento Frizher. Lo ribadisco: tolleranza al freddo zero e anche sotto zero”

G. Pinoja: “Prima il nostro caldo, ma se non trovo il caldo che mi conviene al prezzo che voglio il caldo lo cerco altrove”

M. Borradori: “Caldo Africano alla porte, non vedo l’ora della Festa Africana”

M. Romano: Questa ondata di caldo mi ricorda un detto di mia nonna “se l’riva mia incö, l’riva doman. Cald l’è l’stess cald, négér o taglian”

A. Bignasca: “Io sto caldo qui lo conosco da 55 anni, ma non lo sopporto più perché preferisco il nostro caldo però sono appena stato in vacanza là dove c’è un Caldo Africano e se il caldo qui non cambia ci vado anche a vivere”

B. Caprara: “Dopo una lunga riflessione, cominciata quando faceva più fresco, abbiamo deciso per un solo caldo perché è quello che ha più probabilità di scaldare, altrimenti correremo il rischio di avere un caldo più caldo e uno meno caldo e può finire che avremo un caldo tiepido.”

B. Bignasca: “No al Caldo Africano. Se lo vogliamo, noi Ticinesi, padroni in Casa Nostra, andiamo in Puglia come ho fatto io. Ma non possiamo accogliere tutto il caldo del mondo. Abbiamo posto un ultimatum: o si rinuncia a questo Caldo Africano o lanceremo il referendum “No alla Caldazza”

C. Zali: “Caldo Africano: sarebbe forse già pronta l’eventuale soluzione che potrebbe possibilmente ridurre l’effetto e l’impatto del caldo africano”

P. Beltraminelli: “Speriamo che piovi”

A. Siccardi: “Vogliamo prima il Nostro Caldo e vogliamo che a scuola venga introdotta una lezione sull’educazione alle gradazioni. Comunque la legge sul caldo è un’idiozia perché prima o poi farà meno caldo e io il caldo me lo andrò a cercare alle Maldive. In Ticino non s’è formato abbastanza caldo per questo lo cerco altrove dove il caldo si forma assai: non come quelli lì che al caldo non sono formati”

L. M. Danti: “Macché Caldo Africano, questa è un’estate italiana”

M. Ay: “Che ci sarà un’ondata di Caldo Africano l’avevo già detto e nessuno ne aveva tenuto conto: dirlo oggi, significa impostare un’operazione per destabilizzare l’ascesa della rivoluzione termica nei paesi africani in un’ottica che ho già descritto parecchi anni fa, ma di cui nessuno ha parlato”.

C. Vitta: “Pronto un disegno di sgravi fiscali su tutti i prodotti previsti o adattati per ventilare, fare calare la temperatura, rinfrescare, congelare, raffreddare, isolare, fare ombra, offrire ristoro in luoghi adeguati quali alloggi, alberghi e hôtel; sgravi fiscali anche sull’insieme di prodotti, logistica, offerte, iniziative volte a rispondere in modo adeguato e moderno al caldo, ma anche al meno caldo di tipo non africano. Già pronto anche un disegno di sgravi fiscali analoghi, adeguati al freddo e all’ondata di freddo polare. Allo studio, degli sgravi fiscali legati all’invasione di allergie e pollini”

F. Dadò: “Vergognoso che la Lega se la prenda col Caldo Africano quando non fa altro che importare impianti di riscaldamento dall’Italia quando invece è meglio il caldo del nostro camino e se vogliamo riscaldiamoci con quello prima di dare lezioni ed esternare accalorate opinioni che col caldo che fa sono inopportune e non fanno altro che surriscaldare l’ambiente!”

I. Durisch: “L’ondata di caldo potrebbe mettere in difficoltà gli anziani e le persone che hanno problemi respiratori e di salute. Ricordiamoci di avere un occhio di riguardo per loro. Si pone anche il problema della pianificazione: ci sono luoghi dove non si trova più un solo albero.”

I. Righini: “Caldo Africano in arrivo: una buona occasione per riscoprire l’autentico Grotto Ticinese.”

David Marìn

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