Concita De Gregorio, raccontare il presente

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Un romanzo che inquieta perché racconta del presente, anche quello più nascosto. Lo ha scritto Concita De Gregorio.

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Avete voglia di un romanzo bello, attuale e potente ? Allora non lasciatevi sfuggire «Nella notte», appena edito da Feltrinelli. L’ha scritto Concita De Gregorio, giornalista a «Repubblica» (e già direttrice dell’«Unità»: prima donna a dirigere il quotidiano fondato da Antonio Gramsci). Questo libro racconta una storia intrigante al massimo grado perché si sviluppa su tre piani diversi, senza però mancare di una naturale armonia che sovrasta e unisce i tre tasselli.

Il primo livello racconta di un’amicizia speciale tra due ragazze, probabilmente attratte dalle loro differenze più che dal comun sentire. Un rapporto che nasce sui banchi di scuola, che si interrompe per scelte personal-professionali e che si ritrova tanti anni dopo a Roma, qui come colleghe di lavoro. Se si vuole una storia di formazione.

Il secondo tende al giallo: nella notte della congiura, quella che sancisce la sconfitta del dato sicuro presidente della Repubblica, i franchi tiratori si riuniscono in un palazzo fuori Roma per definire la strategia della trombatura politica. Al pianterreno dello stesso stabile viene ucciso un ragazzo, non si sa se perché ha visto qualcosa di troppo e sentito qualcosa di inaudibile. Fatto gli è che l’omicidio passa inosservato, nell’indifferenza generale. Addirittura quando viene ricordato nella tesi di laurea della nostra protagonista, che nella sua ricerca universitaria si è dedicata a questa famigerata notte ed ha dedicato uno specifico capitolo alla morte del giovane, bhè si è ritrovata … cancellata, censurata: un bel po’ di pagine sparite nel nulla. Infine, e improvvisamente, ecco ricomparire questo testo … . Il mistero aumenta di intensità.

Il terzo piano invece, ed è il più terribile, riguarda il mondo politico che in troppi danno come «sempre uguale», con i suoi intrallazzi e le sue congiure. Invece, ci avverte l’autrice che giornalmente si occupa di queste cose, è cambiato completamente. Ora i centri studi non si  occupano più di ricerche dal risultato definito preventivamente ma di fake nwes, di traffici di dati, di pesanti operazioni pubblicitarie sommerse (e perciò più incisive!), di algoritmi orchestrati. Certo il potere resta quello di sempre, e la sua conquista tende a non fare prigionieri, ma il dominio delle tre S (Soldi, Sesso, Segreti) è ancora più arrogante. La consapevolezza però, quella non c’è più.

Nella narrazione ci sono anche riferimenti a fatti realmente accaduti (come quello contro quel giornalista cattolico accusato di pedofilia e perciò «dimissionato»: poi si è scoperta la sua innocenza…)  e soprattutto c’è, almeno per chi scrive, tutta una scoperta del «dark web», quella parte della Rete che resta nascosta ed è il paradiso dei traffici loschi, delle truffe, degli acquisti indicibili: armi, droga, esseri umani…. Un viavai sommerso che costituisce … l’ottanta per cento del traffico virtuale, l’ottanta!

Il mondo raccontato dalla De Gregorio fa oggettivamente paura, con le studentesse che arrivano in città costrette al lavoro più vecchio del mondo (d’accordo per segretissime e ben nascoste organizzazioni o sette, senza possibilità di conoscere e/o essere riconosciute) per poi arrivare ad un titolo di studio … praticamente inutile e inutilizzabile. Le tre S continuano a vincere. L’amaro in bocca è che non si intravede possibilità di salvezza, o redenzione, per un simile contesto. A meno di non scegliere … la povertà, unico apparente antidoto al malvezzo. Davvero un gran romanzo, «Nella notte»: colpisce e fa pensare, come la Letteratura dovrebbe sempre fare.

«Nella notte»,  2019, di Concita De Gregorio, ed. Feltrinelli, 2019, pag 236. Euro 16,50.  

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