Dalla Guerra Fredda a quelle per il riscaldamento globale

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Il mondo sta cambiando. Le guerre anche. E, stando ad alcune stime, con l’aumento della temperatura non potranno che aumentare pure loro. Non si tratta di chiacchiere da bar o di catastrofismo spacciato un tanto al chilo per racimolare qualche like sui social, ma di dati pubblicati su di una delle più prestigiose riviste scientifiche al mondo.

Infatti su Nature è apparso uno studio che ipotizza un incremento dei conflitti armati, un aumento fino al 26%, se la temperatura globale dovesse continuare ad aumentare così come sta già accadendo. E, per essere franchi, quella di Nature, tra le stime finora fatte, non è neppure la peggiore.

Cosa davvero ci attenda, quale sia il futuro dell’Umanità, risulta piuttosto difficile da ipotizzare. Tanto più considerando la marea di fattori e di variabili in gioco. Però, se di fronte a un aumento della temperatura media tra i 2 e i 4 gradi centigradi gli scenari prospettati sono catastrofici, dai 5 in avanti entriamo nel regno del Grande Boh. Le conseguenze di tale incremento sono, di fatto, inimmaginabili. Del tutto sconosciute. Comunque, ben al di là del catastrofico.

Da sempre, la scarsità di risorse e le carestie hanno innescato moti, sommosse, rivoluzioni e perfino delle guerre. Ecco perché di fronte alla velocità con cui il clima sta cambiando e all’innalzamento delle temperature globali, non possiamo non prevedere che tutto questo un qualche effetto lo avrà. Un rischio noto è appunto quello delle guerre.

Conflitti che s’innescheranno per accaparrarsi risorse preziose come verosimilmente diventerà l’acqua. Proprio come in parte è già accaduto negli ultimi dieci anni nel corso dei quali il rapporto tra variabilità del clima e i conflitti armati è stato seguito e documentato. Ecco perché se l’aumento sarà attorno ai 2°C Nature stima che la probabilità di nuove guerre sarà inferiore al 13%. Ma se l’incremento prodotto dalle emissioni di gas serra arriverà ai 4°C, i conflitti armati aumenteranno del 26%. Secondo altri dati e altri studi più pessimisti l’aumento potrebbe essere addirittura del 50%.

Una discrepanza che si giustifica tenendo conto che a surriscaldare letteralmente gli animi della popolazione mondiale non c’è solo il fattore clima. A questo vanno aggiunte anche le disuguaglianze sociali ed economiche, l’operato più o meno virtuoso dei governi e perfino la poca chiarezza, la mistificazione e la propaganda riguardo alla reale situazione che stiamo vivendo e che ci aspetta. Tutto ciò non gioca in favore di una soluzione del problema. Comunque sia, al di là delle percentuali ballerine, lo studio giunge a una conclusione dalla quale, volenti o nolenti, non si scappa. Nella storia dell’Umanità, i cambiamenti climatici che stiamo vivendo, non hanno precedenti. Alla faccia di chi ancora li nega o ci ride sopra manco fosse una barzelletta.

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