Danimarca, crollano destre e populisti

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Partiamo subito da una nota dolente. La vittoria dei socialdemocratici in Danimarca, è offuscata da una promessa: quella di mantenere la linea dura nei confronti dei migranti. Anche se, per poter governare i socialdemocratici, che sono al 26% e primo partito danese, devono allearsi con le altre compagini in parlamento che sono più radicali.

Già alle Europee, la Danimarca aveva visto crollare a sorpresa i sovranisti xenofobi del Partito del Popolo Danese, trend che i signori hanno fortunatamente proseguito con le politiche appena terminate.

Come dicevamo, i socialdemocratici hanno promesso linea dura nei confronti dei migranti, ma dovranno comunque confrontarsi con i partiti di sinistra che permetteranno loro di governare, e anche loro non sono andati male: parliamo del Partito Popolare Socialista, di Sinistra radicale e di Lista dell’Unità-i rossoverdi.

A destra invece, oltre ai populisti, è vita grama anche per l’estrema destra vikinga. New Right ottiene il 2% e il partito anti-islamista Hard Line non ottiene nemmeno l’1%.

Hard Line, per farvi un’idea, fondato due anni fa dall’avvocato Rasmus Paluden, è diventato noto su Youtube, dove i video sul canale del partito hanno ottenuto 20 milioni di visualizzazioni a partire da aprile 2019. I video sono stati spesso girati durante le dimostrazioni che Hard Line teneva nei ghetti, dove Paludan provocava deliberatamente i musulmani. Nel 2018, il partito ha tenuto ben 53 manifestazioni in cui spesso venivano bruciati dei libri del Corano.

Hard Line ha acquisito attenzione generale il 14 aprile, quando Paludan ha tenuto una manifestazione a Nørrebro a Copenhagen. La manifestazione aveva causato gravi disordini a Nørrebro, quando i manifestanti di estrema destra avevano attaccato la polizia.

In seguito, a Paludan fu impedito indire manifestazioni, a causa dei disordini sempre più frequenti che si verificavano.*

Hard Line, in fondo come Forza Nuova in Italia, ha sempre il suo manipolo di nostalgici fascistoidi a sostenerlo, ma non ha un reale peso politico. Questa gente malata e piena di odio deve essere combattuta da tutte le democrazie occidentali, anche perché le uniche promesse che possono mantenere sono di mettere a ferro e fuoco il Paese.

La nostra speranza è che la Danimarca faccia tesoro del risultato ottenuto, e che lavori seriamente anche sulle politiche migratorie, dove la repressione non è certo l’unica via praticabile.

*fonte Wikipedia

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