Denunciarlo? Mah, non saprei…

Di

Ovvero la cronaca di una morte annunciata. Dal momento che ogni tre giorni una donna muore di morte violenta, ricordo ancora una volta, per la terza, questa drammatica realtà che riguarda tutti noi, in un modo o nell’altro, una vergogna della quale non si parla mai abbastanza soprattutto se consideriamo il fatto che sono ancora troppo poche le donne che trovano la forza di denunciare il proprio aguzzino.

Chi di voi non ha una conoscente che ha subito violenza? Chi non sa di una donna maltrattata? Chi non ha mai assistito ad un litigio sfociato poi in un atto di violenza nei confronti della donna? Ecco perché la questione ci riguarda. A maggior ragione quando ci troviamo di fronte a un femminicidio annunciato. Uomini malati incapaci di discernere tra il bene e il male? Accecati dalla gelosia? Violenti perché figli di genitori violenti? Violenti perché provocati e quindi spinti a farlo in un momento di follia?

No, caro maschio. Non funziona così. Ora ti rimbocchi le maniche e cerchi di dare un senso a questo tuo straccio di vita. Non rimani fermo alla stazione. Casomai, ti dò un consiglio da amica, ti affretti a salire sull’unico treno che ti è concesso prendere. Ti dò la possibilità di andare da uno bravo, inizi una terapia oppure l’alternativa è di finire dritto in galera, perché lì è il tuo posto, soprattutto se usi la violenza come se fosse una scorciatoia.

Basta con pensieri del tipo: non devo farlo innervosire, cerca di assecondarlo, rendigli facile la vita e onora l’uomo tuo ogni giorno ed ogni notte della tua santa vita. Non ce la fai più? Vivi in una gabbia? Azzardati ad andartene e vedrai le botte. Vorresti chiedere aiuto? Non ci provare, lui ti picchia, te le dà di santa ragione. Esatto. Proprio così. Sei in trappola, isolata e con lui che ti ripete che in fondo lo fa solo per il tuo bene e tu non sai quanto lui ti ami. Sei fortunata ad avere un uomo così.

Eppure capita che gli dia fastidio la tua presenza. Le montagne russe in confronto sono un gioco da ragazzi. E così, in men che non si dica, lui finisce che ti ruba la dignità e si prende la poca stima di te che ti rimane. Cosi impari, te l’avevo detto, sei tu che non capisci mai…Mi stai irritando! Queste saranno le frasi che ogni volta ti geleranno il sangue nelle vene. E ogni volta che alza la voce, perché così ti è chiaro chi comanda, tu finisci in un crepaccio. In un buco nero. Lui intanto non molla. Non ti dà scampo, ti insidia, ti usa e poi t’ammazza.

Ti trascina lungo le scale, batti la testa, ad ogni gradino si sente il tonfo, ti si rompono le costole, ti cadono i denti e i capelli, speri solo che termini presto la rampa, esce un rivolo di sangue dalle orecchie e poi è già troppo tardi. Silenzio. Ai soccorsi dirà che hai perso l’equilibrio e sei caduta. Spero non gli credano. Ma potrebbe essere anche che lo faranno. Per fortuna ci sono Neruda e Cohen, ci sono poeti, cantautori, artisti, scrittori. I bei dipinti, i buoni libri, gli ottimi film e il sogno di una notte di mezza estate che riescono ancora a tenerci in vita e vigili. Perché siamo tutti esseri umani senza distinzioni di sesso. Perché la guerra non appartiene alla storia della donna.

Ti potrebbero interessare:

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!