Diamo casa ai senzatetto

Di

In Finlandia i senza fissa dimora, persone in difficoltà che per mille ragioni non hanno più un alloggio e quindi un tetto sotto al quale vivere, sono in calo. Numericamente sono grossomodo cinquemila. La ragione di questo trend, in controtendenza rispetto al resto d’Europa, è strettamente legata alle politiche per la casa che hanno fatto della Finlandia un modello.

Spesso l’assioma alla base del pensiero comune è che se sei povero o addirittura non puoi permetterti nemmeno più una casa è perché non ti sei dato da fare abbastanza e quindi, in fondo, è colpa tua. Eppure il numero delle persone che per ragioni diverse si trovano in difficoltà economica è in costante aumento un po’ ovunque. Anche in Ticino, dove il numero dei senzatetto è in crescita e i dati indicano come il fenomeno riguardi sempre più ticinesi e negli ultimi anni non sono mancate neppure le storie di clochard costretti a trascorrere la notte su di una panchina.

Come accade in molti Paesi europei, anche in Finlandia il problema di chi si trovava in condizioni precarie, al punto da arrivare a vivere per strada, in passato era stato affrontato con un modello a scala. I senzatetto dovevano innanzitutto affrontare una serie di passaggi più o meno burocratici, vivendo in sistemazioni temporanee. Una logica per la quale un appartamento era contemplato solo alla fine del percorso di reinserimento, come la massima ricompensa.

Una decina d’anni fa, con il piano denominato “Housing first”, cioè Prima la casa, le autorità finlandesi hanno deciso di ribaltare le priorità mettendo al primo posto l’assegnazione di un alloggio. A capo del rapporto “Nimi ovessa” (Il tuo nome sulla porta) che proponeva di adottare la soluzione “Housing first” c’erano un sociologo, un medico, un politico e un vescovo.

“Era chiaro a tutti che il vecchio sistema non stava funzionando. Avevamo bisogno di un cambiamento radicale”, racconta al The Guardian Juha Kaakinen, allora responsabile di quel progetto e oggi a capo della fondazione, che sviluppa programmi per alloggi con affitti alla portata di chi, grazie anche a dei sussidi statali, può finalmente permettersi una casa.

Dovevamo farla finita – continua Kaakinen – con i dormitori notturni e le sistemazioni a breve termine che c’erano all’epoca. Esistevano da tempo in Finlandia ed era chiaro a tutti che i senza dimora continuavano a rimanere tali. Abbiamo quindi deciso di rovesciare i presupposti”. Un cambio di paradigma che è riuscito a ridare dignità e speranza per il futuro non solo a tutti coloro che sono direttamente interessati da quest’iniziativa, ma a un’intera società che ha, per una volta, avuto il coraggio di ribaltare il senso comune delle cose dando spazio a una brutta parola: solidarietà.

Ti potrebbero interessare:

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!