Diritto allo studio, il bastone e la carota PLR

La proposta avanzata dal giovane PLR Fabio Käpperli sull’aiuto allo studio prevede a fronte dell’aumento da 16’000 a 20’000 franchi del limite delle borse di studio, la conversione delle borse per il master in prestiti per un minimo del 25%. L’ennesima mazzata al ceto medio-basso, insomma

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“Anche l’operaio vuole il figlio dottore”, dice l’interlocutore della celebre “Contessa” protagonista dell’omonima canzone di Paolo Pietrangeli, in segno di disprezzo verso ogni forma di movimento nella scala sociale. E i Giovani Liberali sembrano aver preso sul serio quella parte della canzone (dubitiamo infatti che stiano dalla parte dei compagni nei campi e nelle officine), riguardo il rapporto della Commissione formazione e cultura del Gran Consiglio che modifica la legge ticinese sugli aiuti allo studio, votato  a maggioranza (10 su 17). La proposta avanzata dal giovane PLR Fabio Käppeli prevede infatti, a fronte dell’aumento da 16’000 a 20’000 franchi del limite delle borse di studio, la conversione delle borse per il master in prestiti per un minimo del 25% e un massimo del 33%. Insomma, in parole povere e rudi, il bastone e la carota: vi aumentiamo, a voi poveracci, le borse di studio, ma se volete pure fare il master ce ne ridate almeno un quarto. E si suppone si dovrebbe anche ringraziare. Con questa misura, si andrebbe a rendere vano, nei fatti, il limite del 10% massimo adottato dal Governo, il quale, in un’eventuale allentamento dei limiti a fronte di un avanzo di esercizio, dovrebbe comunque tener conto di un minimo di appunto 1/4, prima inesistente (come spiega in dettaglio Raoul Ghisletta del PS in questo articolo su TicinoNews)

Questa misura fortemente antisociale scoraggia il ceto medio-basso dall’intraprendere degli studi universitari, trasformando la possibilità di conseguire un master in un privilegio delle classi più alte, è il commento della Gioventù Comunista in un duro comunicato, “D’altronde, che questa misura disincentivi i beneficiari dal richiedere una borsa di studio viene ammesso nel rapporto stesso del liberale Fabio Käppeli e sostenuto dalla maggioranza borghese della Commissione Scolastica. La scelta della (giovane!) destra economica va quindi a colpire chi non può permettersi di intraprendere il percorso universitario…Insomma, per liberali e compagnia il diritto allo studio non deve essere garantito a tutti: peccato però, che in campagna elettorale i GLRT affermassero che “c’è da piangere perché il denaro indirizzato alle scuole non viene visto come investimento, ma come costo” recita il comunicato stampa.” E alla GC fa eco Andrea Ghisletta, del PS-GISO: “Sono contrario all’aumento della restituzione delle borse di studio per master fino a 1/3 dell’importo. Concretamente, se consideriamo un master di anno e mezzo (90 crediti) e una borsa per gli studenti più bisognosi (attualmente 16’000 franchi annui), si potrebbe arrivare a debiti di 8’000 franchi (contro i 2’400 del tasso di restituzione odierno). Nella dura competizione del mercato del lavoro odierno un master è importante in diversi campi e la situazione di partenza economica non deve essere motivo di rinuncia. Anche dal punto di vista fiscale, le borse di studio sono un investimento che si ripagherà con il tempo!”

Insomma, il lupo borghese perde il pelo ma non il vizio: si continua a considerare gli studi superiori e universitari come un privilegio per pochi, per chi può permetterselo, in una visione della società che ostacola l’emancipazione dei ceti medio-bassi e i miglioramenti nella scala sociale: probabilmente, per la maggioranza borghese, PLR in testa, se sei figlio di meccanico il tuo posto è nell’officina e non, per esempio, in uno studio legale, se vieni da una famiglia di macellai non pensare nemmeno di prendere in mano un bisturi al posto della mannaia, a meno che tu non abbia migliaia di franchi da restituire per il grazioso favore della borsa di studio che ti è stato concesso. Vedremo se il Gran Consiglio aderirà a questa logica elitaria o, piuttosto, stabilirà che lo studio è un diritto, per tutti.

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