Federali, e alla fine accordo a sinistra fu

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Questo matrimonio s’aveva da fare. E alla fine s’è fatto. Ieri,  le forze progressiste, ovvero PS, Verdi, Partito Comunista e Forum Alternativo, hanno sottoscritto l’accordo di collaborazione in vista delle elezioni federali d’autunno. Per il Nazionale si avrà la congiunzione delle liste, mentre per quanto riguarda il Consiglio degli Stati, dopo qualche polemica, probabilmente evitabile, sui nomi (ma, direbbe qualcuno, la Sinistra non è bella se non è litigarella), si è trovato un punto d’incontro: al primo turno concorreranno separatamente le due punte di diamante delle due anime della congiunzione ovvero Marina Carobbio per il Partito Socialista e Greta Gysin per Verdi e Sinistra alternativa, salvo poi concentrare i voti, senza se e senza ma, sulla candidatura che otterrà il maggior numero di voti.

Una soluzione realistica, considerata, dato che, come sottolinea Lea Ferrari del PC nel comunicato stampa congiunto, “riconoscendo che oggi esiste la possibilità di portare a Berna una doppia rappresentanza di sinistra occorre compattare le fila e lavorare uniti.” E le fa eco Samantha Bourgoin dei Verdi: “ponendo l’attenzione su ciò che ci unisce, piuttosto che su quanto ci divide, I Verdi del Ticino si sono impegnati nella concretizzazione di un’alleanza di area”.  E le parole di Fabrizio Sirica, del Partito Socialista, suggeriscono un orizzonte di vedute che non si fermi a ottobre : «La storia delle lotte sociali molto care alla Sinistra insegna che solo uniti si vince, che uniti siamo forti. Oltre a ciò il vivo auspicio del PS è che questo sia il primo di altri passi; vogliamo poter continuare a collaborare al meglio anche su altri fronti, sui temi cantonali – si pensi al salario minimo – e nella dimensione comunale”

La lotta alla disparità di genere e salariali, la lotta al riscaldamento climatico, la necessità di una cassa malati unica e pubblica, il rafforzamento del primo pilastro della previdenza vecchiaia, il contrasto alla concorrenza fiscale, il rafforzamento del servizio pubblico universale e una politica migratoria attenta alle fasce più deboli: questi i sette temi intorno a cui ruota l’accordo. All’insegna delle parole che ultimamente, anche in occasione delle elezioni cantonali di aprile, si erano finora sentite, forse, meno del dovuto: unità e collaborazione, quello che, almeno di facciata, la Destra riesce a fare spesso con successo e che è evidentemente la base di partenza per un’azione di contrasto alle politiche liberiste della suddetta Destra che abbia possibilità di successo. Perché, dopo la buona prova delle cantonali, con il PS e i Verdi stabili e la sinistra radicale in crescita, è fondamentale portare anche a Berna una maggiore presenza progressista che faccia da argine ai tentativi del blocco borghese di demolire le conquiste sociali fin qui ottenute. L’unione fa la forza? Speriamo, sinceramente di si.

Di seguito, il video della firma dell’accordo.


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