Il blocco ristorni e la farsa leghista

Di

Un paio di giorni fa, il governo ha deciso di NON bloccare i ristorni dei frontalieri. Di fatto ha “congelato” solo 3,8 milioni su 84, che andrebbero a coprire i debiti che ha Campione d’Italia con il Canton Ticino.

La Lega se ne esce con un “benino ma non benissimo”. Stefano Tonini, granconsigliere leghista, stavolta va lungo, sui social infatti difende i due esponenti leghisti, Zali e Gobbi, che secondo lui si sarebbero opposti agli altri. È Henrik Bang, collega socialista a rimetterlo subito in carreggiata con una sola parola scritta tutta maiuscola: UNANIMITÀ.

La decisione infatti, checché ne dicano i leghisti, è stata presa all’unanimità da tutto il governo ticinese, non dal famigerato triciclo che si inventano ogni domenica, ma da tutti e cinque i Consiglieri di Stato dei quattro partiti.

Che ci siano logiche pragmatiche in questo agire è un fatto. I seguaci della cricca in Via Monte Boglia devono però rassegnarsi, Zali e Gobbi devono governare insieme agli altri e per tutto il Ticino, non possono sempre fare i ribelli in stile Nano come piacerebbe a tanti elettori leghisti.

La discussione che segue il post di Tonini fatica a prendere una direzione logica, con alcuni che insistono a non capire cosa significhi la parola unanimità, e con Tonini che si ostina a parlare di vittoria leghista. C’è anche il solito simpatico cerebroleso che deve mettere le sigle di PPD, PS e PLR accanto all’emoticon della cacca, giusto per capire di che livello stiamo parlando.

Tonini insiste, quei 3,8 milioni non sono un logico congelamento di fondi per un debito conclamato ma una vittoria della Lega, perché la Lega sarebbe sempre stata favorevole al blocco totale dei ristorni, blocco che a tutti gli effetti non c’è stato.

Rimane il fatto, che i due ministri leghisti NON hanno votato per bloccarli, ‘sti benedetti ristorni, consapevoli probabilmente che non conviene fare la voce grossa con l’Italia, visto che con tutte le questioni che ci sono in ballo, purtroppo, abbiamo più da perderci che da guadagnarci a fare i gradassi. Per cui ci sta tutta la realpolitik dei ministri leghisti, che si dimostrano fortunatamente più responsabili e meno legati a sterili ideologie, che fanno magari guadagnare voti, ma non fanno ottenere nulla sulla bilancia degli accordi.

Zali e Gobbi, pur essendo leghisti, sono i ministri di tutti i ticinesi e non possono anteporre (come fa Salvini ad esempio) i propri interessi elettorali facendo affondare il Ticino in un pantano diplomatico.

Per cui, la “mini vittoria” decantata da Tonini, è in realtà una politica concordata da tutto il governo, e il famoso blocco non c’è stato. Se ne facciano una ragione i leghisti che pensano che quando uno è al governo, può fare quello che gli pare e come gli pare.

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!